Parma: da gennaio via all'inceneritore, il Riesame respinge il ricorso della procura

Via libera all'inceneritore di Parma: è la sostanza delle cose, il respingimento del ricorso presentato dalla procura di Parma per chiedere il sequestro del cantiere per abuso d’ufficio ed edilizio a carico di Andrea Viero, direttore generale di Iren (la multiutility incaricata dell’appalto), in cui le amministrazioni pubbliche possono fare ben poco.

Se fino a pochi mesi fa erano in molti a festeggiare la vittoria del grillino Pizzarotti a Parma come un avvento che avrebbe scongiurato l'avvio del "tumorificio" Iren di Parma, questione posta al centro della campagna elettorale di M5s nella città ducale, oggi sono in molti a porsi annose questioni proprio su quell'impianto.

Era il 2008 quando Viero affidò senza gara l'appalto da 5 milioni e 300mila euro per la progettazione del polo ambientale di cui fa parte il termovalorizzatore della discordia; la procura si mosse subito, ma a fine settembre 2012 il Gip decretò l'abuso non comprovato mentre il sequestro dell’impianto per la mancanza di una gara d’appalto non avrebbe comunque evitato l’aggravarsi di circostanze dannose. Oggi è arrivato il definitivo no del Tribunale del Riesame, che ha respinto il ricorso del procuratore perché mancano indizi per sostenere il reato d’abuso edilizio: nell'avanzamento dei lavori del "camino" non c'è stato nessun abuso edilizio.

Inoltre l'impianto non potrà essere, per ora, riconvertito, come avrebbero auspicato i 5 stelle fin dall'inizio. Proprio un mese fa lo stesso Viero aveva promesso che

L’impianto entrerà in funzione a gennaio del 2013

mettendo in preallarme anche l'amministrazione comunale a cinque stelle, che sulla battaglia contro quell'inceneritore aveva posto le basi della sua campagna elettorale (poi vincente), restando ora con un pugno di mosche in mano: già in settimana Atersir ha confermato che la scadenza della convenzione con la multiutility per la gestione del servizio rifiuti è fissata nel 2014, spazzando via il rilievo sollevato dall'amministrazione comunale, secondo la quale sarebbe scaduta il 3 ottobre scorso.

L'inchiesta, fanno sapere dalla Procura, andrà avanti perchè i capi d'imputazione di abuso d'ufficio restano ma ora i lavori dell'inceneritore, ormai peraltro in fase avanzata, possono procedere a gonfie vele (con l'evidente disappunto dei cittadini di Parma, che accusano di demagogia e populismo la campagna elettorale di M5s.

In realtà il Comune di Parma è sempre stato marginale nella vicenda: la proprietà dell'inceneritore, le autorizzazioni e i terreni sono, infatti, della Provincia e M5s avrebbe dunque fatto i conti senza l'oste.

La prima prova politica è dunque fallita ma, come ama scrivere il guru di M5s sul suo sito, probabilmente

li vedremo in Parlamento,

nel secondo round.

Via | Gazzetta di Reggio

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