Rifiuti di Roma: non cambia niente, come nel Gattopardo

La notizia di una possibile proroga di Malagrotta era stata data pochi giorni fa, ma già da tempo i dubbi sul come risolvere, in tempi stretti, il dilemma dei rifiuti romani avevano insospettito molti.

Ecoblog, che ha scritto più volte sull'impossibilità anche della seconda opzione (l'esportazione dei rifiuti all'estero) dovuta alla mancanza degli impianti Stir nel territorio laziale, si trova nuovamente a parlare di rifiuti a Roma dato il degenerare degli eventi e la chiusura di Malagrotta prevista, ad oggi, per il 31 dicembre prossimo.

La prima notizia è dunque l'ormai certa proroga di Malagrotta, almeno fino ad aprile: il sito provvisorio (ad oggi quello decretato è Monti dell'Ortaccio, a 700m in linea d'aria dalla discarica più grande d'Europa) non potrebbe essere pronto in alcun modo entro 15 giorni e il rischio, come sottolineato anche dal ministro dell'ambiente Corrado Clini è

di trovare i rifiuti in via Nazionale.

Il sindaco Alemanno ha annunciato inoltre che il trasferimento dei rifiuti all’estero non sarà possibile in tempi brevi: come avevamo spiegato quando Ama pubblicò il bando europeo, nel Lazio manca l'impiantistica necessaria a selezionare, imballare e spedire i rifiuti all'estero (impianti chiamati STIR); il veto del sindaco di Civitavecchia, il porto da cui partirebbero i bastimenti di rifiuti.

Questo ennesimo aggravarsi del caos sulla gestione del futuro dei rifiuti di Roma ha portato il ministro dell'ambiente ad azzerare tutto e ripartire da zero: il decreto salva-infrazioni Ue, pubblicato ieri sera sulla Gazzetta ufficiale, che probabilmente confluirà nella legge di Stabilità, prevede il

potere sostitutivo statale per la regolare ed efficace gestione del ciclo rifiuti nella Capitale, dovuto alla situazione di grave criticità nella gestione dei rifiuti urbani nel territorio della provincia di Roma.

Insomma, arriva lo Stato: via Regione e Comune, via il commissario Sottile e la macchina dell'emergenza romana, tutto torna in mano a Clini ed al ministero; se trascorsi i termini di legge per l'adozione degli atti necessari a risolvere l'emergenza Regione e Comune saranno ancora fermi al palo, toccherà al Ministero concedere agli inadempienti

un congruo termine per provvedere

trascorso il quale scatterebbe la nomina di un super-commissario con pieni poteri.

La situazione invece che migliorare si complica: la proroga di Malagrotta rappresenta da sola l'ennesima sconfitta (siamo a quasi 10 anni di proroghe, ma è dal 1986 che a Roma si parla di chiudere quell'inferno, che venne aperto per ospitare i rifiuti per soli due anni), ma l'eventuale supercommissario statale è l'ennesima dimostrazione del fallimento istituzionale nella gestione del ciclo dei rifiuti nel Lazio; già il prefetto Giuseppe Pecoraro era stato commissariato dal Consiglio dei ministri, sostituito con Goffredo Sottile: oggi si pensa a commissariare un commissariamento commissariato.

Scusate il gioco di parole, ma davvero è l'emblema del gioco gattopardiano con cui si è gestita la cosa pubblica negli ultimi anni.

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: