Natale 2012: l'albero del Papa e le polemiche di Pescopennataro

Potrebbe essere il titolo di una favola di Natale ma in verità è solo cronaca, pepata da un tocco di zenzero natalizio e da polemiche in odor di ambientalismo e anticlericalismo: al centro l'immagine dell'albero di Natale, simbolo pagano di rinnovamento della vita e del suo perpetrarsi anche durante i mesi invernali, l'Albero Cosmico indoeuropeo rappresenta la manifestazione divina del cosmo.

Non potevamo fare una cosa più bella che donare un nostro abete al Papa: la gente in piazza piangeva per la felicità e la commozione e appena è partito l'albero ha pure cominciato a nevicare

è la mistica sintesi di don Antonio Iacovetta, parroco di Pescopennataro (Is) in Molise, il paese molisano che ha donato al Papa il grande abete che è stato eretto al centro di piazza San Pietro a Roma e che verrà acceso oggi pomeriggio.

Pescopennataro ha donato anche un altro albero giunto a Roma, quello issato davanti al Colosseo (curioso, uno davanti al simbolo della cristianità ed un altro davanti al simbolo della persecuzione della cristianità): il piccolo paese molisano, chiamato il "Paese degli Abeti", si erge lungo l'appennino centromeridionale e già alla fine degli anni '90 aveva espresso la volontà di donare un albero al Papa.

Dopo lunghi anni di sopralluoghi dei messi vaticani, giunti a Pescopennataro numerose volte, e dopo attenti studi, gli stessi inviati papali hanno selezionato un imponente abete secolare alto 24 metri che avrà l'onore di troneggiare al centro di piazza San Pietro, in territorio Vaticano, allietando l'atmosfera natalizia del cuore della cristianità.

Contrariamente a quanto si pensa, era il 1441 quanto a Tallinn, in Estonia, venne eretto un grande abete nella piazza del Municipio, davanti al quale giovani uomini e donne ballavano ritmi pagani in cerca dell'anima gemella; solo durante il pontificato di Giovanni Paolo II il Vaticano decise di contribuire a questa nuova "tradizione" fornendo un'interpretazione allegorica cattolica sull'abete, che viene addobbato per celebrare il legno della Croce.

Dopo questo breve excursus storico torniamo alla nostra storia natalizia: il taglio dell'imponente abete bianco scelto apposta tra le migliaia del Bosco degli Abeti Soprani di Pescopennataro è stato effettuato grazie al lavoro durato settimane svolto dalla Protezione Civile (che ha impiegato una ventina di uomini) e dei Vigili del Fuoco, non senza qualche polemica ambientalista.

Si legge in una nota di Legambiente Molise:

Non è facile trovare abetine che riescono a vivere in territori submontani; uno dei più belli di questi abeti bianchi, pochi giorni fa è stato imbrigliato e tagliato di netto, con i potenti mezzi della Protezione civile. [...] La legge regionale del 23 febbraio 1999 n. 9 “Norme per la tutela della della flora in via di estinzione...” , proibisce la raccolta delle piante ritenute specie in via di estinzione rare e vulnerabili che in quanto tali sono degne di protezione per il loro interesse scientifico e per il mantenimento sia della biodiversità sia dell'integrità dell'ambiente. In realtà, in dispregio della norma, è sotto gli occhi di tutti, particolarmente in occasione delle feste natalizie, si estirpano e raccolgono specie vegetali inserite negli elenchi di salvaguardia regionale.

Inoltre, il Campidoglio ha fatto sapere che

dopo le feste gli alberi di Natale saranno restituiti alla natura, trasformati in compost di qualità grazie alla certificazione Fsc (Forest Stewardship Council) che garantisce la salvaguardia dell'ambiente, attestando che gli abeti provengono dalla normale attività di diradamento forestale operata per favorire lo sviluppo dei boschi

mentre dal Vaticano hanno informato che

il legno, come ogni anno, verrà devoluto ad associazioni per la lavorazione a scopi di beneficenza che ne faranno giocattoli per bambini

Occorrerà dunque che Comune di Roma e Città del Vaticano (i rifiuti di quest'ultima vengono smaltiti a carico del Comune, tra l'altro a Malagrotta) si accordino su come smaltire gli abeti secolari segati dalla pelle di Madre Natura per le celebrazioni natalizie; il parere di Legambiente è, in tal senso, assolutamente da prendere in considerazione:

Salvaguardare la biodiversità è un obbligo etico di tutta la comunità, non si possono più assecondare pratiche scorrette in ossequio a tradizioni popolari ormai incompatibili con la sensibilità ambientale e con il rispetto per la natura che dovrebbero far parte della nostra normale quotidianità.

Dal canto loro alcuni cittadini molisani hanno messo in piedi una petizione online: per chi volesse partecipare...

Via | Isernia News

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