Basilicata e petrolio, la Regione predispone un 'Piano Aria' per Viggiano

La Regione Basilicata ha predisposto per la Val d'Agri un piano per il monitoraggio della qualità dell'aria, con interventi legati ai diversi livelli di emissione registrati dalle varie centraline nei pressi del Centro Oli di Viggiano (Potenza), in particolare per il biossido di zolfo e per l'idrogeno solforato.

Presentato oggi pomeriggio dal Presidente De Filippo il Piano consentirà alla Regione Basilicata di vigilare e di intervenire sul processo e sulla produzione di greggio, potendo giungere persino a decretare uno stop dell'impiantistica laddove si registrino valori di emissioni superiori ai limiti di legge, prevedendo anche la possibilità della Regione di ingiungere una riduzione delle attività estrattive anche nell'eventualità che tali valori non superino i limiti di legge.

Il Piano prevede più step, differenziati appunto dai livelli di emissioni del Centro Oli e che prevedono azioni che vanno dalla revisione tecnica dell'impianto (livello uno) fino al blocco totale (livello quattro); il monitoraggio, che calcolerà le emissioni sulla base di medie orarie e giornaliere (non in continuo dunque), riguarda un'area di 100km quadrati (in particolare nei comuni di Viggiano e Grumento Nova) e sarà effettuato da cinque differenti centraline (quattro sono state già installate nel 2011).

I dati saranno raccolti dai tecnici Arpab e condivisi con l'Osservatorio Regionale sull'Ambiente (in collaborazione con l'Università Bocconi di Milano).

Nello stabilire le soglie la Regione Basilicata ha applicato il cosiddetto "Principio di prevenzione", abbassando del 20% i valori limite stabiliti dalle normative sia per il biossido di zolfo che per l'idrogeno solforato; ha specificato il governatore De Filippo che

Non abbiamo motivo per credere che i principi di rispetto della salute e dell'ambiente non siano rispettati ma abbiamo, in un certo senso, il dovere di non fidarci e di prepararci a tutti i possibili scenari secondo il principio di precauzione.

Per questo, specifica un comunicato della Regione

Senza attendere che si raggiungano i livelli limite di legge, in base a quanto previsto dal Piano, in caso di raggiungimento delle “soglie di intervento”, saranno messe in campo una serie di azioni specifiche, a partire dalla revisione delle unità operative e di adeguamenti tecnici, che il Cova dovrà attuare per riportare i valori nelle soglie stabilite.

Per i tecnici regionali il confronto tra le emissioni annue autorizzate per il Centro Oli di Viggiano con la Raffineria Eni di Taranto dimostra che la struttura lucana emette circa 20 volte meno, 156 tonnellate l’anno contro oltre 3000.

Via | Regione Basilicata

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