A causa dei cambiamenti climatici meno grano duro dal 2050 e forse più OGM

I cambiamenti climatici inevitabilmente avranno ripercussioni sulla vegetazione e dunque anche sulla nostra alimentazione. Lo scenario di quello che potrebbe essere il futuro dell'agricoltura da qui al 2050 è oggetto dello studio Food security, farming, and climate change to 2050 e pubblicato dall'Ifpri International Food Policy Research Institute e condotto dal team di ricerca guidato dal professore Gerald Nelson.

Il fatto curioso è che lo studio è stato pubblicato nel 2010 e Newsweek lo ha rispolverato qualche giorno fa con un articolo dal titolo The End of Pasta, La fine della pasta dove si legge:

Entro il 2050, gli scienziati annunciano che i leader mondiali della produzione di grano duro ovvero gli Stati Uniti con il Midwest, Canada, nord della Cina, India, Russia e Australia, in media sperimenteranno ogni due anni, l'estate più calda in un continuo record. La produzione di grano in quel periodo potrebbe diminuire tra il 23 e il 27 per cento a meno di tempestivi provvedimenti per limitare l'aumento della temperatura e la varietà di raccolti che possono tollerare un mondo più caldo.


Nell'articolo di Newsweek che vi invito a leggere seguono 4 pagine di circostanziati casi per cui l'autore chiede che il governo degli stati uniti si dia una mossa concreta nel contrastare i cambiamenti climatici. A dire il vero molto lo dovrebbero fare anche Canada e Russia considerato che non hanno sottoscritto il Protocollo di Kyoto.

L'articolo si conclude con un accorato appello a far si che ci sia una presa di coscienza generale. Ora un piccolo ragionamento sul perché si rispolveri questo articolo dopo 2 anni dove peraltro si snocciolano dati già molto conosciuti ma si diffonde l'informazione colpendo allo stomaco delle persone: ovvero pasta, pane e dieta mediterranea (perché non vi sto a riportare il rimbalzo sul nostro mainstream di questa notizia). Leggo che tra i finanziatori dell'Ifpri c'è anche la Bill & Melinda Gates Foundation e che il nostro Bill sostiene nucleare e OGM sebbene dati a piccoli coltivatori e non a grosse aziende agricole. Un po' più chiaro ora?

Foto | Getty Images

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