Pubblicata l'Agenda Monti con i punti sull'economia verde

L'agenda Monti è stata pubblicata e l'autore sembra sia Piero Ichino che ha poi smentito in queste ore la paternità del testo. Ma mettendo da parte le presunte o vere paternità nelle 25 pagine viene presentato un programma politico che include anche progetti relativi all'economia verde.

Un punto è certamente interessante, ovvero iniziare a considerare l'economia verde (che finalmente non viene chiamata green economy) economia tout-court senza distinguerla dall'economia e punto. Il passaggio sembra decisamente innovativo. Lo abbiamo più volte sostenuto in queste pagine che le parole hanno la loro importanza e una parola che fa paura è ambientalista e il perché resta ancora tutto da analizzare.

La valutazione in quanto sostenitori della tutela ambientale per la tutela della salute umana (e finché non troviamo una parola a sintetizzare la perifrasi lasciatemi passare la lunga frase) resta incomprensibile come si possa accostare nell'Agenda Monti il neo Piano energetico Nazionale a base di trivellazioni per ricerca e estrazione di petrolio anche off shore e affossamento delle energie rinnovabili, nonostante i già dichiarati cinque punti per lo sviluppo sostenibile che sembra essere presente solo nelle intenzioni e assente nella sostanza:

A vent' anni di distanza dal precedente Piano energetico nazionale è stata presentata una nuova strategia energetica nazionale che fa della crescita sostenibile, dal punto di vista economico e ambientale, il proprio imperativo e punta a fare del Paese un hub energetico nel Mediterraneo. E’ necessario continuare sulla strada tracciata, dando attuazione alle linee guida della strategia per dare all’Italia una energia meno costosa, più sicura e più sostenibile.

Peraltro nell'Agenda Monti si auspica il proseguimento della modifica del Titolo V per riportare allo Stato, ossia senza interferenze di cittadini impiccioni che possano dire la loro in merito alle trivellazioni, le politiche in materia energetica. Il Conto energia e il potere del fotovoltaico neanche sono presi in considerazione.

Il criterio che guida queste politiche è sempre lo stesso: energia a basso costo anche a discapito dell'ambiente. E a me la riflessione che mi torna in mente è sempre la stessa: ma com'è possibile non tener conto dell'ambiente se noi abitiamo questo ambiente?

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