Tarzan re del deserto by WWF

tarzan wwf

Dopo aver già parlato del problema, presentandovi la campagna dell'associazione Fundação SOS Mata Atlântica, oggi vi mostriamo questo simpatico manifesto del WWF dove, allegato allo "slogan shock" informativo

Ogni minuto in tutto il mondo scompaiono 15km quadrati di foreste.

troviamo un'immagine decisamente curiosa.....

Avevamo già segnalato questa campagna sulle pagine di questo blog, qualche mese fa, come notizia. Ve la riproponiamo adesso, contestualizzandola (ed in alta risoluzione) nella neonata rubrica sulla comunicazione pubblicitaria ambientale.

Allo stato attuale gli scienziati ci dicono che non si possono più trovare al mondo ecosistemi incontaminati. Tra quelli irreversibilmente compromessi, le foreste e le giungle sono sempre state maggiormente esposte (come si sottolineò in più di un commento al precedente post) a devastazioni scellerate per fini di speculazione edilizia e agricola.

In particolare sul banco degli imputati per tali nefandezze, finiscono i governi di stati come Brasile e Indonesia (paese col triste primato del più alto tasso di deforestazione al mondo), colpevoli di incentivare e favorire politiche per la riconversione di territori boschivi in piantagioni utili alla produzione di materie prime per i "famosi" bio carburanti.

La campagna, commissionata dal WWF dall'agenzia pubblicitaria danese Uncle Gray per portare l'attenzione sul problema della deforestazione incontrollata, veicola il messaggio (decisamente inquietante) tramite uno spunto ironico.

Non si tratta infatti della "solita" campagna di denuncia shock. Siamo difatti di fronte ad un bell'esempio di come la comunicazione sociale stia pian piano integrando (anche per contaminazione dei settori commerciali) la vecchia filosofia dello "shock a tutti i costi" con i più raffinati e efficaci stilemi ironici: una risata, per quanto l'argomento sia dissacrante, permette di raggiungere una maggiore efficacia comunicativa rispetto al puro e semplice shock (provare per credere).

PS:Per fortuna non hanno voluto aggiungere un bel falò nel punto di atterraggio dello sfortunato uomo della giungla.

clicca sull'immagine per vederla ingrandita...

per un maggior approfondimento sulla comunicazione della campagna visitate il post parallelo su designer blog

gli altri post della rubrica ecopubblicità

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