Conto energia: radioso presente e futuro incerto del fotovoltaico in Italia

Conto energia al 5 novembre 2007 - Fonte: AtlaSOLE/GSE

L'ultimo decreto sul Conto energia, che ha fatto partire anche in Italia un sistema di incentivi al fotovoltaico degno di questo nome, risale al 19/02/2007. La prima versione del Conto energia risale invece al 2005. Quali sono i risultati concreti raggiunti fino ad oggi in termini di impianti costruiti e autorizzati e di potenza installata? Possiamo scoprirlo dando un'occhiata all'apposito sito del gestore della rete elettrica: AtlaSOLE.

Al 5 novembre, gli impianti fotovoltaici attivi sia sotto il decreto di quest'anno, che sotto i decreti precedenti sono 4986, per una potenza totale di 47,7 MW. Il 94% degli impianti sono inferiori ai 20 kW, ma quasi metà della potenza installata viene da quel rimanente 6% di impianti oltre i 20 o i 50 kW.

Con il decreto di quest'anno, è giustamente scomparsa la "fase istruttoria" o di autorizzazione: solo gli impianti già in esercizio possono chiedere di accedere all'incentivo. Ci sono però ancora 12433 domande già accolte - evase ai tempi degli "sfortunati decreti" del 2005/2006 - che si riferiscono ad impianti ancora da costruire, per una potenza "autorizzata" pari a 387,7 MW.

In questo caso - come si vede dalla figura qui sotto - gli impianti oltre i 20 kW sono il 42%: segno evidente che la progettazione e la costruzione di queste piccole "centrali" richiede tempo e risorse e la loro permanenza nel "limbo" è dunque maggiore.

Conto energia al 5 novembre 2007: impianti in fase di progetto - Fonte: AtlaSOLE/GSE

L'impressione che si ricava da questi dati è che il Conto energia sia un grande successo: rende conveniente l'investimento nel fotovoltaico. Il decreto del 19 febbraio fissa un limite nazionale di potenza, raggiunto il quale il Conto energia cesserà: 1200 MW. Ebbene, a meno di un anno da quel decreto, un terzo della potenza disponibile è impegnata. Un successo che ricalca quanto avvenuto in Spagna, dove il governo aveva posto un tetto di 400 MW che si prevede sarà superato il prossimo anno.

In Italia, fortunatamente, a partire dalla data di raggiungimento del limite di 1200 MW di potenza installata, partirà un “periodo di moratoria” di 14 mesi (o di 24 mesi per i soggetti pubblici titolari degli impianti). Gli impianti che entreranno in esercizio durante tale periodo beneficeranno comunque dell'incentivo. Il tetto quindi è in realtà leggermente superiore rispetto al valore nominale. Ma poi cosa accadrà?

Nel 2008, in Italia come in Spagna, si dovrà decidere cosa fare. Premere l'acceleratore sul solare fotovoltaico, oppure tirare il freno. Alzare i tetti, toglierli del tutto oppure ancora chiudere il Conto energia o renderlo meno conveniente.

Non mi pronuncio sulla situazione spagnola, dove sulle energie pulite l'investimento pubblico è forte e costante, ma in Italia una chiusura o un indebolimento del Conto energia non sarebbe comprensibile.

L'Italia infatti è il paese che per anni ha incentivato e continua ad incentivare con il Cip 6 le fonti di energia non pulita e che ogni anno spende cifre astronomiche per gli aiuti di stato più disparati e distorsivi del mercato. Sarebbe veramente strano decidere di tagliare proprio quegli aiuti che portano il nostro paese ad abbattere le emissioni di CO2 e ad aumentare l'autosufficienza energetica.

» E' online da ieri la guida del gestore dei servizi elettrici (GSE) al nuovo conto energia: file pdf.

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