La finanziaria dimentica i treni dei pendolari

il governo non sostiene il trasporto su ferro, mancano i soldi per l'ecologia.  foto gen gibsonIl governo di "sinistra", che sbandierava la sua dedizione ai bisogni della società e all'ambiente, si dimentica di destinare i soldi promessi al trasporto locale. Risultato? 1.000 treni svaniscono e Legambiente guida la protesta.

Le promesse di questa primavera parlavano di "Un piano per 1000 nuovi treni per i pendolari entro il 2011, un progetto finalmente all’altezza dei problemi di chi si muove in treno nelle città italiane con un investimento complessivo di 6,4 miliardi parte finanziato dallo Stato e parte dal Piano di investimento di FS. Nella Finanziaria 2008 la prima tranche di 300milioni di Euro".

Mauro Moretti, amministratore delegato di Trenitalia, diceva qualche giorno fa: "Non ci sono risorse nella Finanziaria per realizzare il Piano delle Ferrovie 2007-2011. Quindi ci teniamo i treni vecchi, i bilanci in rosso e i passeggeri che non ne possono più".

A dirla tutta non e' solo colpa di questo governo, e' da 60 anni che le ferrovie italiane vanno al ribasso. Sul numero autunnale di Gaia ci sono dei dati interessanti, che vi riporto: i chilometri della rete sono diminuiti di 7.077 Km dal 1939 a oggi. Nel 1985, quando le FFSS erano ancora Ferrovie dello Stato, c'erano 5.620 locomotori, oggi sono 4.732. Le carrozze e i rimorchi sono scesi da 13.322 a 8.658.
La privatizzazione ha raddoppiato il numero di dirigenti e dimezzato quello del personale. Molte piccole stazioni sono state chiuse e molti treni locali soppressi o sostituiti da pullman (che causano e risentono del traffico).

I biglietti del treno sono aumentati ancora una volta all'inizio di novembre per "adeguare i prezzi del trasporto regionale a quello interregionale". In pratica il biglietto che faccio io di solito e' passato da 4 euro a 4,50.

  • shares
  • Mail
15 commenti Aggiorna
Ordina: