La cacca della provincia di Firenze

Non rifiutare il buonsenso, provincia di Firenze

Nelle scorse puntate di questa rubrica si è più volte parlato di pubblicità logico-informativa di carattere ecologico che affrontano l'annosa questione dello smaltimento dei rifiuti.
Se avevamo ammirato la virtuosa iniziativa comunicativa della contea di Peel, adesso vi mostriamo un esempio che nel bene e nel male (ma soprattutto nel male) raccoglie una bella fetta i difetti comunicativi: è bruttino, è parzialmente disinformativo, propagandistico e ciliegiona sulla torta è smaccatamente demagogico.
Un lavoro con codeste belle virtù non poteva che essere prodotto in Italia, nella virtuosa (si fa per dire) provincia fiorentina.

Non si capisce perché una benedetta volta che le amministrazioni si prefiggono di fare della campagna ambientale di discreta entità (con tanto di sito web) il risultato sia deprecabile.
Questi che vedete esposti nel post sono i manifesti creati dalla provincia di Firenze per convincere della necessità di costruire gli inceneritori nel suo territorio (ebbene si sono più di uno). In particolare uno di questi è situato alle porte della città, in una delle zone più inquinate dell'hinterland fiorentino.

In un momento di crisi comunicativa tra l'amministrazione e i comitati cittadini la provincia ha pensato bene di strombazzare ai quattro venti una campagna palesemente faziosa e falsa nei contenuti.
E' scientificamente provato che gli inceneritori sono pericolosi, dannosi alla salute e soprattutto che a lungo termine non rappresentano una soluzione al problema (e al malcostume) italiano del trattamento dei rifiuti.

Una campagna come questa è pericolosa perché fornisce un'informazione parziale e allarmistica (che fa principalmente comodo al tornaconto di chi vuole questi benedetti inceneritori).

Come se non bastasse il suo nucleo comunicativo è pura demagogia e si può riassumere in:

"guardate, siamo nella cacca e l'unica soluzione è l'inceneritore. E' una scelta di buonsenso"

ciò (scusate se mi ripeto) non corrisponde al vero. Soluzioni alternative ce ne sono: chiedetelo ai vari comitati, agli scienziati, ai dottori e ai medici che si oppongono a questi inceneritori....

C'è adesso da chiedersi se chi ha commissionato il lavoro lo abbia fatto per malafede o per incompetenza.... entrambi i casi non fanno certo ben sperare per il futuro del ridente capoluogo toscano.

clicca sull'immagine per vederla ingrandita...

per un maggior approfondimento sulla comunicazione della campagna visitate il post parallelo su designer blog

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