Strategie contro gli storni

invasione di storni in città, fucilate e richiami sonori. foto Bill HailsHanno provato i cannoni ad acqua e le reti contro gli storni, in Australia. Hanno fallito.
Sono falliti anche i tentativi di spaventarli con lampi di luce improvvisa e suoni di trombette. Questi uccelli non hanno paura, si allontano momentaneamente, ma tornano.

Gli storni sono uccelli gregari, si riuniscono in stormi molto numerosi e quando passano sopra le città, lasciano sgradevolissimi "ricordini" sotto gli alberi su cui si posano.

La speranza di allontanare gli uccelli consiste ora in serpenti di plastica colorati, rosa, arancioni, verdi e neri, da legare ai rami degli alberi. Se dovessero fallire, resterebbero altri due rimedi di emergenza: nebbia artificiale per disorientare gli uccelli e teli di cotone per impacchettare gli alberi.

In Liguria vorrebbero estendere la caccia, anche se si e' visto che abbattere 200.000 uccelli non risolve il problema e che si rischia di dover pagare milioni di euro in sanzioni da parte della Comunità Europea (che non gradisce deroghe alla caccia senza una precisa motivazione). A lamentarsi per i danni nelle campagne sono CIA e Confagricoltura, ma l'ENPA sostiene che le due associazioni facciano solo da "spalla" ai cacciatori.

A Roma, dove il problema e' parecchio sentito, la LIPU ha studiato un sistema basato sulla diffusione con altoparlanti del segnale di pericolo usato dagli uccelli, pare che funzioni.
Ci sono da segnalare anche degli impensati (positivi) effetti collaterali al passaggio degli storni: per evitare di trovarsi la macchina imbrattata di guano (cacca di storno) un lettore di 06blog ha deciso di lasciare l'auto in garage e di usare i mezzi pubblici.

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