EcoCinema - Delta, lo sporco business del petrolio

C'è una relazione simbiontica tra le dittature militari e le compagnie multinazionali che corrompono i governanti...
Sono assassini in stati stranieri. Perforano e uccidono in Nigeria - Oronto Douglas, attivista dei diritti umani

Una delle più clamorose catastrofi ambientali che nella sua sciagurata routine resta discretamente nascosta agli occhi dell'opinione pubblica occidentale ha luogo ogni giorno nel Delta del Niger. Un tempo era un luogo incontaminato, dove popolazioni di pescatori vivevano in piccoli villaggi. Un ecosistema autosufficiente e intatto. Poi scoprirono che nel sottosuolo si nascondeva il più grande giacimento di petrolio dell'intera Africa e la situazione si tramutò in un vero e proprio inferno.
Le grandi compagnie petrolifere (Shell in primis, ma anche la nostra "benamata" Eni) hanno infestato la zona con i loro pozzi e giacimenti, ed oggi dopo decenni di sfruttamento la situazione è veramente allucinante.

L'ecosistema del delta è devastato: consistenti fuoriuscite di petrolio in molte zone hanno contaminato le acque e compromesso la ricca bio-diversità animale e naturale. Le comunità che prima vivevano di pesca e raccolta sono sempre più straziate dalle acque avvelenate (nere come la pece).
Quello che si vede in questo documentario greco fa veramente accapponare la pelle (e girare le p..lle). Il Delta del Niger è una vera ecatombe ecologica.
Il sistema di sfruttamento delle corporate occidentali del petrolio è qui manifestato nella sua più grande catastrofe e non si ferma di certo alla distruzione dell'ambiente: la Shell infatti (la più presente nel territorio) si diletta anche nella nobile arte di finanziamento per politici corrotti e di milizie governative (e perché no qualche piccolo genocidio).
Poca cosa se poi si scorda di apportare qualche beneficio economico alla disastrosa condizione di vita (che loro stessi hanno contribuito a creare) degli abitanti di questa zona.

Non ci si può stupire quindi se movimenti di guerriglia tipo il MEND sono sorti per far lotta armata contro il governo fantoccio le installazioni del petrolio. Delle figure alquanto criptiche, una volta sul libretto paga dei petrolieri, oggi sfuggiti di mano ai vecchi padroni lottano per riappropriarsi della terra dei loro antenati (o forse per trovare un posto nella prossima elite corrotta dei governanti...chi lo sa...).

In ogni caso qua da noi di questi fatti si parla solo quando qualche tecnico (inviato dalle corporate del petrolio), viene rapito. Sui giornali e sui TG da rotocalco del daybyday non c'è posto per fenomeni che durano più di un giorno ( al contrario, quando dovrebbero, ci pensano quelle sottospecie di giornalisti-capre stile Vespa a metter su una telenovela).

Il documentario è stato presentato (ed ha pure vinto un premio) al festival dicinemambiente di Torino. Ovviamente non lo vedrete mai almeno che non abbiate briga di frequentare festival di documentari a giro per il mondo (dopotutto è una attività anche questa).

Per ora, non essendo ancora entrato nei canali di condivisione, vi dovete accontentare del resumé di 10 minuti che trovate qui sopra (tutto sommato non ci si può lamentare) gentilmente concessaci dal YOUTUBE...

Buona Eco(parziale)Visione

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