Il tetto del vicino è sempre più verde.

Le esperienze inglesi con i tetti verdi. Foto di thingermejigTorniamo a parlare di tetti verdi e lo facciamo attraverso alcune esperienze inglesi iniziate 15 anni fa.

Pensando ad un tetto inerbito viene subito in mente un prato. Non è sempre vero: i tetti verdi sono generalmente distinti in verde intensivo (il praticello "trapiantato in soffitta") ed il verde estensivo che ha finalità perlopiù ecologiche e di riduzione dell'escursione termica.

Tratteremo queste ultime tipologie di green roof in tre diversi post, a seconda della vegetazione presente sul tetto o della specie animale da tutelare.
Il primo esempio è un tetto del 1993 di 200 mq in cui sono stati utilizzati substrati diversi e con diverse profondità: ghiaia (5cm), gesso e argille (10cm) sui quali si sono seminati miscugli di specie locali adatte ai substrati alcalini, agli acidi ed ai neutri. Sono state aggiunte, inoltre, alcune specie infestanti annuali per avere una copertura vegetale immediata.

Nel 2004, a distanza di 10 anni dall'impianto, la maggior parte delle specie presenti sul tetto sono quelle che solitamente vivono in substrati neutri; gli ecotipi locali si sono distribuiti in maniera disomogenea privilegiando la sezione rivolta a nord, più fredda ed umida a differenza della sezione sud costituita da substrato ghiaioso e quindi più asciutta.

In quest'ultimo zona si sono concentrate maggiormente le graminacee infestanti dei campi coltivati come la festuca e l'agrostis mentre, Dactylis glomerata e Poa pratensis sono risultate scarsamente presenti. Le altre specie rinvenute in questa sezione sono quelle che si trovano solitamente in ambienti asciutti come Anthyllis vulneraria, Salvia verbenaca, Leucanthemum vulgare, Trifolium repens, Lathyrus pratensis, e Lotus corniculatus, .

Concludiamo con la manutenzione dell'impianto: in estate generalmente si procede con lo sfalcio del prato e viene riseminato con mix di sementi di specie locali, in particolare si utilizzano Campanula rotundifolia, Galium verum, Prunella vulgaris, Scabiosa columbaria, Leucanthemum vulgare, Lotus corniculatus, Viola tricolo e Vicia cracca.

Il fabbisogno irriguo, anche se scarso, è stato soddisfatto per i primi cinque anni da un impianto che poi, a causa delle alghe che erano cresciute, è stato abbandonato. Successivamente si è passati ad una irrigazione di soccorso manuale.

Via | Urban Habitats

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