EcoCinema - Bil in Habibti, il muro dell'odio e la speculazione edilizia

Sono andato a Bil’in non in veste di filmmaker, ma come attivista, per partecipare alla protesta contro l’esproprio dovuto alla costruzione della barriera di separazione. Per un anno e mezzo ho usato la telecamera per documentare i momenti di sconforto e speranza, di pericolo e coraggio e la nascita di una reale collaborazione tra palestinesi e israeliani. Durante questo periodo il villaggio è diventato il simbolo della lotta unitaria contro il muro e l’occupazione - Shai Carmeli Pollak

Bil in Habibti di Shai Carmeli Pollak - Israele, 2006, col. 84’
Shai è un attivista ebreo. Per fortuna è pure un regista che, armato di telecamera, si è messo a documentare la costruzione del tristemente famoso muro, fatto dal governo israeliano. Quando giunge in Bil'in inizia la sua odissea. Il muro taglia (distruggendoli) una parte dei territori rurali di questo piccolo villaggio palestinese. I campi di olivi degli abitanti vengono espropriati dall’esercito e "regalati" ai coloni che vi costruiranno (guarda caso) palazzi a schiera proprio sopra (che sia una coincidenza??...purtroppo no, si chiama speculazione edilizia). Ovviamente il piccolo paesino si ribella ed organizza, manifestazioni “pacifiche” e non violente contro il muro, a cui partecipano attivisti israeliani, stranieri ed ovviamente Shai con la sua Telecamera.

Il documentario mostra la meccanica e sistematica violenza usata da parte dei soldati contro manifestanti: pallottole di gomma, lacrimogeni e manganellate che però non fermeranno la sempre “allegra” comitiva di protestanti palestinesi e israeliani, uniti nella lotta contro l'ingiusto guazzabuglio politico messo su dal governo israeliano per attuare una palese azione di speculazione edilizia.

Questa vicenda si esula completamente dalle vicissitudini di odio etnico tra due popoli: quella che ci ritroviamo a vedere è una storia (oggettivamente documentata) che conferma come le vittime principali di questi giochi tra politici e militari sia sempre e comunque la gente semplice, come gli abitanti di questo villaggio, che desidera vivere una vita tranquilla nella loro terra. Un vero piccolo gioiello di intraprendenza documentaristica, questo Bil in Habibti ci fornirebbe l’ennesimo pretesto per andare ad assestare qualche bel calcione nei fondoschiena dei militari e dei politici di entrambe le fazioni.

Questo documentario, che ha vinto il primo premio al festival di Gerusalemme ed è stato presentato in anteprima italiana al festival di Cinemambiente di Torino, non uscirà mai nelle sale italiane (come al solito). Essendo abbastanza recente sono fiducioso che un DVD prima o poi venga comunque pubblicato. Non ci resta che aspettare incrociando le dita, nel frattempo vi lascio il trailer qui sopra.

Buona EcoVisione

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