L'abero di Natale originario era una quercia

Coltivare alberi di Natale per l'economia delle aree marginali. Foto Orin Optiglot"La tradizione di ornare un albero sempreverde in occasione del Natale è originaria della Germania del VII secolo, dove gli abitanti erano soliti addobbare le querce con pietre colorate che, col passare del tempo, vennero sostituite con ghirlande di fiori, nastri e frutti colorati." Questo leggo in un comunicato della Coldiretti, confermato dalla wikipedia che racconta di come l'albero di capodanno venisse decorato con fiori di carta e frutta (mele, noci e datteri).

Quindi, volendo fare i tradizionalisti, perché non tornare alle querce e perché non chiamarle albero del solstizio o querce di capodanno?
Le querce sono alberi un po' più adatti degli abeti ad essere trapiantati in pianura, dove vive la maggior parte di noi.

Coldiretti ribadisce l'ecologicità delle coltivazioni di alberi di Natale dicendo che "mantenere il terreno lavorato significa garantire la capacità di assorbire la pioggia in profondità prima di respingerla verso valle evitando i pericoli delle frane". Ecco..., aggiungerei che una naturale copertura arborea garantisce davvero naturalmente lo smorzamento della pioggia, mentre il "tenere il terreno lavorato" in molte coltivazioni della Toscana si traduce in arature facili per il trattore, ovvero allineate dalla cima alla base della collina, che facilitano il dilavamento del terreno alla minima pioggia. Le arature sane sarebbero parallele alle curve di livello, come da tradizione millenaria, ma i trattori non sempre riescono a lavorare in pendenza, quindi si sacrifica il suolo al profitto.

Il giro d'affari sugli alberi di Natale e' stimato sui 140 milioni di Euro proprio dalla Coldiretti che, ovviamente, scoraggia l'uso di alberi di plastica.

» Coldiretti, consigli per albero salva ambiente e tradizione

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