La vita ridotta all'osso di Leo Hickman

Copertina de La vita ridotta all'osso - Editore Ponte alle GrazieQuesto libro è il diario in prima persona di Leo Hickman, un giornalista del Guardian che nel 2004 ha coraggiosamente deciso di accettare una sfida propostagli dal suo editore: vivere un anno intero in modo "etico" e renderne conto in un'apposita rubrica del quotidiano.

Prima di cominciare, Leo decide di ascoltare i consigli di tre "esperti della vita etica": Mike Childs, direttore per il Regno Unito delle campagne di Friends of the Earth; Renée Elliott, consigliera della Soil Association e fondatrice della catena di negozi Planet Organic di Londra ed infine Hannah Berry, dipendente del bimestrale britannico Ethical Consumer.

Leo invita i tre esperti a passare una serata a casa sua e li fa rovistare dappertutto - dal frigo, al bagno, allo stipo dei detersivi, passando per armadio e giardinetto - per consentire loro di conoscere ogni minimo particolare della vita quotidiana di casa Hickman. La famiglia di Leo è il tipico nucleo famigliare londinese di classe media, composto da tre persone (fra cui una neonata) e residente in una casa vittoriana a schiera.

I tre consulenti passano al setaccio ogni abitudine e ogni singolo prodotto usato e si concentrano soprattutto sull'impatto ambientale delle scelte della famiglia, senza lesinare le critiche, e proponendo sempre delle alternative.

La lettura è veramente scorrevole e soprattutto molto divertente: Leo racconta i suoi dilemmi quotidiani, le sue piccole "conquiste etiche" e le difficoltà che la vita etica e il consumo coscienzioso comportano. Il libro è divertente perché il nostro eroe descrive la sua vita quotidiana armato di una sana ironia, sia sulle proprie abitudini che sui consigli etici ricevuti dai consulenti, ma non manca di accuratezza e non scivola mai né nella saccenza, né nella leggerezza.

La cosa straordinaria è che l'autore raggiunge un equilibrio stilistico tale da rendere il libro adatto sia a chi ha una lunga esperienza di "vita etica", sia a chi conduce una vita "normale", ma vorrebbe saperne di più su questi argomenti, sia a chi è diffidente o addirittura disprezza chi si sforza di essere un "consumatore coscienzioso".

Il diario si snoda su tre piani narrativi paralleli che si intrecciano lungo il racconto.

Il piano principale è il racconto della vita quotidiana, con i mille dilemmi che anche l'azione più semplice può porre (spazzatura, bucato, toilette, spesa, cura di un neonato...).
Il secondo piano narrativo è il racconto della visita dei consulenti etici in casa Hickman: ogni qualvolta si impone una decisione di comportamento o di acquisto, Leo - attraverso un flashback - ci racconta cosa hanno avuto da dire su quell'argomento i consulenti etici.
Il terzo piano sono le e-mail dei lettori della rubrica, che mandavano pensieri e consigli da tutto il mondo, man mano che Leo raccontava sul sito del Guardian le proprie peripezie. Le e-mail spesso contengono consigli pratici, altre volte invece fanno riflessioni più ampie sulla vita etica, oppure spronano o scoraggiano il nostro eroe.

I tre piani narrativi creano un mondo multidimensionale, perché danno al lettore chiavi di lettura diverse di una medesima situazione. Il primo piano narrativo, che è il diario di Leo, dà un'interpretazione della "vita etica" da parte del consumatore medio; il secondo piano narrativo giudica le stesse situazioni dal punto di vista di una persona altamente coscienziosa, mentre l'ultimo piano narrativo apre le questioni a punti di vista nuovi e sempre diversi.

Ordunque, abbiamo di fronte la strenna natalizia perfetta? Per essere pignoli ed essere coerenti con gli insegnamenti del libro, no. Il volume infatti non è stampato con carta riciclata e le emissioni conseguenti alla sua produzione non sono state neutralizzate. Sarebbe quindi meglio se lo cercaste usato e poi, per farlo leggere ad amici e parenti, lo prestaste. Oppure potreste cercarlo nella vostra biblioteca comunale.

Dal punto di vista del contenuto, si fanno degli assunti a mio avviso discutibili per quanto riguarda l'etica sociale. E' considerato "non etico" tutto ciò che proviene dalle multinazionali o che non aiuta l'economia locale (del proprio quartiere, città o paese). Sono assunti che vengono dati per buoni senza approfondirli: si tuona con sicurezza contro l'"economia globalizzata". Pur non essendo d'accordo con questa impostazione, apprezzo comunque il libro, perché aiuta il lettore a mettersi in discussione e a pensare a tutti i propri gesti quotidiani, responsabilizzandolo e spingendolo a riflettere sulla validità delle proprie convinzioni.

» La rubrica di Leo Hickman su The Guardian
» Una vita ridotta all'osso su gustoblog.it
» La vita ridotta all'osso - Leo Hickman su Equilibrismi
» L'ecologia quotidiana non è mai stata così divertente su ecoblog

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