Pornografia climatica e inerzia decisionale

Scienza, comunicazione e politica. Campo base sull'Everst foto Mahatma4711La pornografia climatica e' un modo di rendere interessante un argomento che altrimenti non avrebbe fatto molta audience. La pornografia climatica mostra catastrofi, prospetta scenari apocalittici, usa superlativi assoluti e tutto quanto fa notizia. Notizia, non informazione, perché l'informazione e' noiosa, sa di didattica, richiede sforzo da parte del lettore. La pornografia climatica vuole offrire intrattenimento, non le basi per prendere decisioni.

Ermete Realacci, Presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, eletto nelle liste dell’Ulivo in Toscana e presidente onorario di Legambiente, spiega la ragione del catastrofismo ambientalista "Con l'innalzamento dei toni si cerca soprattutto di coprire l'inadeguatezza della risposta politica. In Italia poi, dove figure di primissimo piano come Berlusconi hanno assunto a lungo posizioni negazioniste, il problema è ancora più serio. Abbiamo una politica che oscilla tra proclami alti e un'azione scarsa, come quest'ultima legge finanziaria che non è certo segnata da un'adeguata tensione sul contrasto ai cambiamenti climatici".

Antonio Scurati, scrittore e docente di Teorie e tecniche del linguaggio televisivo all'Università di Bergamo, spiega quali sono gli effetti sul pubblico della divulgazione sensazionalistica: "Il moltiplicarsi di scenari catastrofici fanno sì che ogni previsione finisca per essere messa sullo stesso piano. C'è un invalidamento preventivo che ci consente di pre digerire il problema, impedendo una risposta e un'assunzione di responsabilità."

Ecco, la paralisi e' proprio il problema che abbiamo oggi. C'è una maggioranza di scienziati che dice che il cambiamento climatico e' di origine umana e che occorre fare qualcosa per mitigarne gli effetti. C'è una minoranza che nega quanto dicono gli altri, e in mezzo ci sono le persone comuni che pretendono certezze dalla scienza e non sanno gestire l'incertezza e il dibattito. I politici, che dovrebbero agire per il bene comune traducendo la scienza in azioni, hanno un mandato di pochi anni che scoraggia piani a lungo termine con sacrifici oggi e vantaggi domani, inoltre seguono i desideri delle masse che li hanno eletti, notoriamente poco poco disposte a cambiare abitudini. Personalmente sono convinta che se qualcosa cambierà sarà per le singole azioni di singole persone contagiose, piuttosto che per un piano orchestrato dall'alto.

» Clima, verità e speranza nella morsa di media e politica su Repubblica

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