Tata pericolosa per l'ambiente?

Tata automobile indiana low cost

I progetti di vendere automobiline a basso costo (le Tata Nano) agli indiani sta suscitando varie reazioni tra alcuni gruppi di ambientalisti. C'è chi si chiede quale impatto ecologico avrebbero quelle auto sul resto del pianeta e chi vorrebbe evitare di motorizzare l'India dove, attualmente, circolano solo 7 auto ogni mille abitanti.

Le città indiane non sono state costruite pensando di riservare spazi adeguati alle macchine, ma questo non è un problema che interessa molto chi vende macchine. Ratan Tata scarica i problemi derivanti dal suo business sul governo indiano "deve esserci maggiore investimento nei trasporti pubblici e maggiore investimento nelle infrastrutture".

Questo caso specifico è un esempio dei problemi di sviluppo sostenibile, dove si tratta di decidere del benessere, della sua distribuzione e delle conseguenze degli stili di vita. E' giusto negare agli indiani la possibilità di "svilupparsi" in senso automobilistico perché il resto del mondo teme i gas di scarico di un miliardo di macchinine? E' morale, d'altra parte, sapendo quanti morti provoca il traffico permettere che i nostri errori si ripetano altrove? Esistono altre soluzioni?

Prima di rispondere a queste domande credo sia necessario definire meglio il benessere che, credo, quasi tutti concordiamo debba essere equamente distribuito. Benessere, secondo me, è stare in salute, provvedere ai bisogni del proprio nucleo affettivo, lasciare il mondo meglio di come l'abbiamo ricevuto. Io non conosco gli indiani che in questi giorni stanno pensando di comprare una Tata, spero solo che sappiano riconoscere la differenza tra bisogni reali e desideri indotti dalla pubblicità.

» Tata Nano a hit with middle class at pre-launch on The Economic Times
» Allarme Independent: «Il mondo può permettersi la Tata Nano? Sole24Ore
» In piazza contro la Tata Nano rivolta per l'auto da 1700 euro su Repubblica

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