Con il buco dell'ozono l'abbronzatura diventa pericolosa

Abbronzatura pericolosa: proteggete la pelle

Era inevitabile che il buco nello strato di ozono avrebbe causato nel tempo numerosi problemi. E la natura ci presenta il suo conto: timidamente si inizia a parlare dei temibili raggi Uvc e della possibilità che possano aver superato la barriera naturale dell'ozonosfera ed essere così filtrati nell'atmosfera. In Italia il primo a divulgare questa ipotesi è il prof. Francesco Delle Foche dell'Università La Sapienza di Roma, che durante la puntata del 24 aprile di "Medicina 33" la popolare rubrica del Tg2 a cura di Luciano Onder, rivela che: "oltre ai raggi UVB sono arrivati al suolo anche i raggi UVC e solo oggi stiamo quantizzando i danni che possono provocare".

Di questi tempi, con le prime esposizioni solari, con la pelle che è stata protetta sotto strati di maglie durante l'inverno, i fototipi più chiari rischiano la "lucite polimorfa" meglio conosciuta come "allergia al sole". Il rimedio è sempre quello di esporsi gradualmente e di proteggere la pelle con filtri solari molto potenti.

Il WHO, World Health Organization va con i piedi di piombo e scrive nelle sue pagine web: " La riduzione dello strato di ozono è in grado di aggravare gli effetti sulla salute causati dalle esposizione a radiazioni UV, poichè lo strato di ozono è particolarmente efficace nell'assorbimento delle radiazioni UV. Come lo strato di ozono diventa più sottile, il filtro di protezione fornito dalla atmosfera che si respira è progressivamente ridotto.

Di conseguenza, gli esseri umani e l'ambiente sono esposti a più alti livelli di radiazioni UV e, soprattutto, più elevati livelli di UVB che hanno il maggiore impatto sulla salute umana e degli animali, organismi marini e di vita vegetale. Modelli computazionali consentono di prevedere che il 10% di diminuzione di ozono stratosferico potrebbe causare un ulteriore aumento ogni anno di 300.000 casi di melanoma e di 4500 tumori della pelle e tra 1,6 e 1,75 milioni di più casi di cataratta in tutto il mondo" .

In Italia, purtroppo, nonostante le spiagge e il tempo bello non esiste una vera e propria politica di prevenzione delle malattie causate dalla errata esposizione solare. Una buona iniziativa è proposta, purtroppo solo a livello regionale, dall'ARPAT (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) che aiuta e informa toscani e i turisti con Medsun: " servizio satellitare di fotoprotezione solare per il turismo balneare, per conoscere facilmente ed in tempo reale l'andamento dell'indice UV sulla Toscana". La notifica avviene sia per consultazione web sia con un sms.
A livello nazionale l'ISS, Istituto Superiore di Sanità lancia la campagna "Buon senso al sole" dove si insegna a gestire le esposizioni solari, sopratutto dei bambini.

Vero e Falso dell'abbronzatura


L'abbronzatura fa bene alla salute

Falso. L'abbronzatura è la risposta di difesa che il corpo attiva contro ulteriori danni che possono essere causati da successive esposizioni ai raggi UV.

L'abbronzatura protegge dal sole
Falso. Sulla pelle bianca una buona abbronzatura offre solo una protezione limitata equivalente ad un fattore di protezione (SPF) di circa 4.

Ci si può bruciare (arrossare) anche se il cielo è coperto di nuvole
Vero. Nuvole leggere lasciano passare fino all'80% dei raggi UV. La foschia può addirittura aumentare l'esposizione ai raggi UV.

Ci si può bruciare (arrossare) mentre si sta in acqua
Vero.
L'acqua offre solo una minima protezione dagli UV, e il riflesso della luce solare sull'acqua può aumentare l'esposizione.

In inverno le radiazioni UV non sono pericolose
Vero e Falso.
In generale l'intensità delle radiazioni UV è più bassa nei mesi invernali, ma la riflessione dalla neve può raddoppiare l'esposizione complessiva, soprattutto ad altitudini elevate. Occorre fare particolare attenzione all'inizio della primavera quando le temperature sono basse ma i raggi del sole sono inaspettatamente forti.

Le creme solari proteggono, quindi si può prendere il sole più a lungo
Falso.
Le creme protettive solari non dovrebbero essere usate per aumentare l'esposizione al sole ma per aumentare la protezione durante l'esposizione inevitabile. La protezione che offrono dipende in particolare dalla loro corretta applicazione.

Se si fanno delle pause mentre si sta prendendo il sole non ci si ustiona (arrossa)
Falso.
Nell'arco della giornata l'esposizione alle radiazioni UV si somma

Se non si sente il calore dei raggi solari non ci si ustiona
Falso
. La scottatura è causata dalle radiazioni UV che non sono percepite perché sostanzialmente fredde. L'effetto di riscaldamento è causato dai raggi infrarossi e non dai raggi UV.

Foto | Flickr

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