La ricerca sui cambiamenti climatici contribuisce ai cambiamenti climatici

la ricerca emette CO2 Leggevo ieri un post di TreeHugger con un titolo simile a quello scritto qui sopra. Parlava di un ricercatore canadese, tale Hervé Philippe dell'Università di Montréal, che ha calcolato la media delle sue emissioni di CO2 nello svolgere il suo lavoro di ricerca scientifica. Il risultato è di 44 tonnellate di anidride carbonica all'anno, considerando cose come l'uso dei computers, l'energia in ufficio e laboratorio, i viaggi, eccetera. Dato interessante. Chissà quanto sarà l'impatto di tutta la ricerca scientifica sui cambiamenti climatici.

Il signore in questione quindi si poneva il problema di come in effetti parliamo tanto di politiche energetiche e di cambiamenti climatici, ma ci dimentichiamo spesso di come le nostre azioni quotidiane producono comunque CO2 e questo in qualche modo vanifica i nostri sforzi.

E ovviamente da questa riflessione se ne aprono tantissime. Come essere davvero efficaci nelle nostre azioni quotidiane per salvare il pianeta? A fare gli ambientalisti si inquina comunque, per quanto uno si sforzi non si riuscirà mai ad essere i perfetti ambientalisti ad impatto zero, e la cosa può anche risultare frustrante.

Un po' come chi critica Al Gore (giusto per fare un esempio preso dalla recente cronaca) che predica bene e razzola male, ovvero consuma non si sa quanto carburante in viaggi aerei per andare a parlare a mezzo mondo di emissioni di gas serra e di cambiamenti climatici. Il fine giustifica i mezzi? Anche noi che siamo qui a consumare energia per scrivere di ambiente e leggere di ambiente, il gioco vale la candela?

Tornando alla ricerca in questione, e tornando un po' a discorsi più concreti e meno frustranti, per fortuna abbiamo a disposizione una serie di possibilità per ridurre sempre di più il nostro impatto ambientale e le nostre emissioni. I ricercatori ad esempio, se magari non possono risparmiare troppo sull'energia per far funzionare gli strumenti di lavoro, possono approfittare della tecnologia ad esempio per ridurre i viaggi, sfruttando sempre di più internet e le webcam per partecipare a convegni e seminari. Una cosa semplice ma che si vede ancora poco in giro.

Via | Treehugger
Foto | Flickr

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