Industria e governo vogliono il nucleare

Il nucleare salverà l'economia? Foto zpecklerLa neo-presidente di Confindustria, Emma Mercegaglia lo ha detto chiaramente: l'energia è troppo cara in Italia, ed è più cara che negli altri paesi. Gli imprenditori vogliono vedere crescere il fatturato e per questo serve energia a buon prezzo. Il Ministro delle Attività Produttive gli ha fatto eco, promettendo che il nucleare può rispondere alle esigenze: in cinque anni si avvieranno i cantieri per costruire delle centrali.

Forse è un caso, ma dalle anticipazioni dell'Agenzia Internazionale dell'Energia, che sarebbe meglio chiamare "correzioni", pare che il re-petrolio stia messo un po male (e le borse seguono). Sembra quindi che l'allarme sia partito per sganciare l'economia dall'oro nero. Resta da verificare se l'atomo può realmente compensare, in tempi e modi, la crescente scarsità da petrolio. Secondo l'Associazione per lo Studio del Picco de Petrolio non è così.

Per l'Italia, paese in cui l'elettricità viene in gran parte da gas naturale (il cui prezzo è indicizzato sul petrolio), sono i trasporti il settore dove persone e merci vanno a petrolio (l'80%) e nel quale i rincari attuali sono insostenibili. Forse, prima di scegliere di costruire centrali che impiegheranno i prossimi 20 anni ad essere ultimate, servirebbero subito un piano della mobilità ed uno della logistica, per incrementare, in breve tempo, la parte dell'economia e delle persone che viaggia su ferro. Nel frattempo, si porrà la questione di avere energia elettrica non petrolio-dipendente, ma non bisogna mai dimenticare le leggi fondamentali: la ruota di ferro sulla rotaia di ferro ha meno attrito della ruota di gomma sull'asfalto e il motore elettrico ha un'efficienza ben diversa da quello a scoppio...

Foto| Zpeckler

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