Clima e sfide ambientali - diretta da Terra Futura

ecoblog a Firenze, in occasione di Terra Futura

Il primo convegno di cui vi raccontiamo da Firenze trattava del ruolo dell'Unione Europea nelle sfide sui cambiamenti climatici globali. Guido Sacconi, presidente della commissione temporanea del Parlamento europeo sui cambiamenti climatici, ha raccontato di come a livello mondiale stia cambiando l'attitudine dei politici nei confronti di questo tema. Il cambiamento appare evidente nei discorsi dei candidati alle presidenziali USA, nella vittoria in Australia di un governo che intende portare il continente nel protocollo di Kyoto e nelle singole azioni che stanno prendendo piede a livello locale anche dove i governi centrali ritardano ad impegnarsi concretamente.

Mara Guglielmetti, responsabile per l'Italia della campagna ONU per gli obbiettivi del millennio, ha riportato lo sconcerto di chi lavora per lo sviluppo di fronte all'evidenza che non ci sono abbastanza risorse per tutti. Con il 20% della popolazione che consuma il 90% delle risorse è impensabile illudersi di poter offrire a tutta la popolazione mondiale i livelli di consumo di cui ora gode una sua piccola parte.

Gianfranco Bologna, che si occupa di sostenibilità per il WWF, ha sostenuto la necessità di integrare il PIL con strumenti che dicano qualcosa sui flussi di materia che attraversano le nostre società. Ha poi ricordato come oggi abbiamo a disposizione reti di satelliti per il telerilevamento, calcolatori potentissimi su cui far girare modelli e gli istituti di ricerca sono ormai tutti dotati di uffici stampa che traducono il lavoro degli scienziati in qualcosa che tutti, politici compresi, sono in grado di capire. Lo scontro ora avviene nei media, dove i negazionisti possono pubblicare le loro tesi senza dover passare dalla peer review tipica delle riviste scientifiche, e dove si lotta per la conquista del favore dell'opinione pubblica, ormai divenuta determinante nelle scelte politiche.

PS, sono in giro con una maglietta con su scritto lumachina, se mi vedete, fermatemi che scambiamo due parole!

  • shares
  • Mail