Emergenza rifiuti:la guerra civile di Chiaiano. Le voci dal web

Chiaiano è un quartiere con una delle poche oasi verdi della città di Napoli: "La selva di Chiaiano". Dalla mappa di Google potete vedere nettamente quanti campi coltivati ci sono intorno. Ad andarci, con alle spalle la collina dei Camaldoli, l'ospedale "Monaldi" famoso in passato per il suo boschetto di pini che assicurava ossigeno e terapia ai malati di tubercolosi, si trova un piccolo borgo agricolo intorno a Napoli, che a noi cittadini del centro storico fa sempre esclamare: " ma non sembra di essere in città!". Infatti, non è raro trovare delle masserie, fattorie, maneggi e piccoli agriturismo. Sotto Chiaiano le cave di tufo profonde circa 100 metri e in passato sfruttate per estrarre la pietra. E più sotto ancora le sorgenti di acqua purissima. E proprio li per interesse o per incoscienza, che dal 5 maggio si parla, anzi è divenuto decreto, di costruire una discarica.

Assistiamo così da allora agli estenuanti bollettini di guerra che mostrano cittadini e politici locali inferociti, che si trovano contro proprio chi dovrebbe tutelarli. Oggi ci sono già tre feriti, tra cui un ragazzino di 12 anni. Qui le interviste ai cittadini dopo le cariche della polizia la sera del 23 maggio. Dai vari TG nazionali non si capisce dove stia la verità. E ne viene fuori una Napoli lassista, incapace di pensare a se stessa, abbandonata nel circolo vizioso delle responsabilità.

In tutto ciò i cittadini sono vittime due volte: pagano una TARSU che di fatto non serve allo scopo per cui è applicata; prendono le manganellate dalle forze dell'ordine perché per decreto stanno impedendo l'attuazione di una legge dello Stato che dovrebbe tutelarli. Nel video l'aggressione al mio amico fraterno Romolo Sticchi, giornalista del Tg3. Le immagini parlano chiaro, si è trattata di una carica che nulla a che fare con l'ordine pubblico. Dal blog Chiaiano senza censura a Chiaiano discarica le immagini, i video le testimonianze degli ultimi 3 giorni di scontri. Su Flickr la puntuale cronaca per immagini, di giornate che sembrano provenire da Baghdad. Per chi ne volesse sapere ancora di più segnalo il documentario-dossier Vietato respirare.

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