Un cabernet British? Tutta colpa del cambiamento climatico

Un vino made in British?Mentre il mondo industrializzato dei G8 a Kobe allunga i tempi delle riduzioni di gas serra, portando gli obiettivi al 2050, in Inghilterra entro il 2080 il cambiamento climatico potrebbe aver prodotto i suoi frutti: su una pianta di vite. Magari per vitigni pregiati come cabernet o sauvignon che diveranno made in British. La cosa vi fa sorridere? Mica tanto direi. Sostiene Richard Selley professore al Dipartimento di Geologia dell' Imperial College- University of London- che secondo il suo modello di previsione, la Gran Bretagna è destinata a sostituire il Mediterraneo nella produzione di vino poiché la temperatura media si innalzerà di almeno 5 gradi. Nel frattempo le zone del Thames Valley e Hampshire Severn Valley ora utilizzate per coltivare viti, diverranno in futuro troppo calde e si potrà passare a coltivare vitigni per l'uva uva passa e sultanina presenti oggi nelle regioni più calde del pianeta Africa del Nord e Medio Oriente.

I dati, i modelli cliamatici e le teorie del prof. Selley sono contenuti nel suo saggio: "The Winelands of Britain: Past, Present and Prospective" che ha anche un sito di riferimento qui. E la teoria, come dire? non è proprio stramba. Infatti Selley sottolinea come negli ultimi 100 anni alcune varietà di uve germaniche per la produzione del Riesling sono state piantate con successo nei vigneti britannici; o come negli ultimi 20 anni, sono state aggiunte ai vigneti varietà francesi per la produzione di Pinot Nero, Pinot e Chardonnay Meurnier.

Selley ha combinato i dati delle temperature previsti dall' IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) con quelli proposti dal Met Office's Hadley Centre e con la sua ricerca ha concluso che entro il 2080 le varietà di uve si troveranno solo nel nord d'Inghilterra, Scozia e Galles.

Via | Telegraph
Foto | Flickr

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