Auto contro il clima. Greenpeace accusa le lobby automobilistiche e chiede le riduzioni di CO2

La copertina del raporto di GreenpeaceSi sono vestiti come i Flinstone e così un gruppo di attivisti di Greenpeace, su un auto alimentata a pedali ha raggiunto la sede dell ACEA, l’associazione europea dei produttori di auto per consegnare una pietra con su scritto "Auto contro il clima". La richiesta è rivolta anche al Parlamento europeo a cui invece sarà consegnata la pietra con l'aggiunta dei loghi di Volkswagen, BMW e Mercedes poiché è previsto per questa settimana l'incontro per discutere le normative relative all'efficienza delle auto.

L’iniziativa è servita anche per promuovere il rapporto “Driving Climate Change, in cui Greenpeace denuncia la lobby dell'industria automobilistica, guidata dai tedeschi e come si stia cercando di azzerate la normativa europea sull'efficienza delle auto.

Si legge nel comunicato di Greenpeace:

"Siamo arrivati al punto che la lobby dell’auto mette a rischio la capacità dell’Ue di adempiere ai propri impegni nell’ambito del Protocollo di Kyoto”, dichiara Andrea Lepore, responsabile della campagna Trasporti e Clima di Greenpeace. “Il Parlamento non deve consentire che questa lobby indebolisca il primo standard di efficienza per le auto dell’Ue. L’approccio dell’età della pietra non può mettere a rischio il pianeta con la logica del profitto a breve termine” aggiunge Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace.

Greenpeace dunque chiede all'unione Europea di prendere una posizione decisa e di fissare le emissioni medie per le flotte a 120 g CO2/km al 2012 e 80 g al 2020, sostenendoli con multe salate.
Il rapporto “Driving Climate Change” spiega come:


  • L’industria dell’auto tedesca ha vinto “la guerra del business” e ora impone l’agenda a tutta l’industria dell’auto, senza alcuna remora rispetto alle preoccupazioni dei produttori francesi e italiani;
  • Il commissario Verheugen e l’ACEA hanno creato il gruppo CARS 21 come cavallo di Troia per promuovere gli interessi dell’industria;
  • L’”approccio integrato” ha consentito ai produttori di auto di scaricare responsabilità dai produttori agli automobilisti, ai governi e ai pianificatori locali;
    - I produttori di auto hanno ricompensato i loro sostenitori con benefit e prestando autovetture
  • I produttori di automobili hanno già fatto ritardare di 7 anni la normativa e ora vogliono ottenere un ulteriore ritardo di tre anni

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