Scec, economia e solidarietà alla napoletana

E’ un idea semplice semplice: far aumentare e circolare il denaro li dove si trova. E la pensata nasce a Napoli, dove un gruppo di commercianti, artigiani, liberi professionisti, privati cittadini, hanno realizzato che i soldi e la loro gestione non sono più nelle mani della gente ma delle banche e hanno inventato lo SCEC


E’ un idea semplice semplice: far aumentare e circolare il denaro li dove si trova. E la pensata nasce a Napoli, dove un gruppo di commercianti, artigiani, liberi professionisti, privati cittadini, hanno realizzato che i soldi e la loro gestione non sono più nelle mani della gente ma delle banche e hanno inventato lo SCEC – Solidarietà ChE Cammina-un simbolo cartaceo che cammina insieme alle monete convenzionali ma che favorisce lo scambio di beni e servizi. In pratica lo SCEC da diritto ad uno sconto e il commerciante che lo accetta non ci perde nulla perché lo riuserà per acquistare altra merce o servizi.

L’economia si muove perché grazie agli sconti anche sostanziosi, la gente è invogliata all’acquisto, o meglio ridà valore all’euro e i consumi si moltiplicano all’interno della comunità che ha deciso di adottare questo sistema ridistribuiendo la ricchezza secondo la logica più consumi più guadagni.

I soci non devono pagare nulla né per l’iscrizione né per i primi 100 SCEC messi a disposizione dall’associazione e spendibili immediatamente. Chiunque può essere socio e chiunque può offrire servizi e come leggo dal sito:

a patto che non siano dannosi per il circuito stesso, ovviamente che non siano illegali e che rispettino i principi di non violenza, ecologia e solidarietà (e quindi di non sfruttamento delle persone). Ad esempio un commerciante d’armi, un negozio di pellicce di animali, una finanziaria, uno spacciatore, non sono graditi nella nostra associazione.

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