Ridurre e differenziare i rifiuti nell’ufficio ecologico

Raccolta differenziata in ufficio Con l’adozione di stilografiche e portamine riduciamo i rifiuti di cancelleria, con le stampe fronte retro e il riutilizzo di fogli e buste, riduciamo la carta che finisce nel cestino. Abbiamo anche visto altre buone pratiche, come il sostituire la macchinetta del caffè che regala i bicchierini ogni volta che poi finiscono nell’immondizia, con macchine che non li danno in modo automatico, in modo da poter usare la propria tazza e ridurre lo spreco di bicchieri. Cos’altro possiamo fare nel nostro ufficio, che sta diventando sempre più verde, per gestire al meglio i rifiuti?

Ovviamente la regola prima per ogni rifiuto sarebbe quella di non produrlo, o perlomeno di ridurre il più possibile gli scarti alla fonte, sostituendo oggetti usa e getta con altri a lunga durata (stilografiche e portamine, appunto), riutilizzando gli oggetti prima di disfarcene, o scegliendo prodotti con pochi imballi inutili (la maggior parte dei nostri rifiuti). Quando non se ne può proprio più fare a meno, allora l’oggetto in questione deve passare a miglior vita. Ovvero deve essere buttato in un cestino dove potrà avere una seconda vita. Tante parole per dire che in ogni ufficio verde che si rispetti deve esserci un sistema di raccolta differenziata che si rispetti.

Di contenitori pratici per la raccolta differenziata oramai ne esistono tanti in commercio, mal che vada si possono acquistare cestini colorati di colori diversi, ognuno per ogni rifiuto. Oddio, per essere coerenti sarebbe interessante ed audace anche utilizzare contenitori riciclati per dare un messaggio ancora più chiaro (uno scatolone per la carta ad esempio). Poco elegante in un luogo di lavoro, lo capisco, ma magari il vostro capo è un tipo che ama l’arte moderna o gli piace risparmiare sull’arredamento dell’ufficio.

Quanti contenitori mettere? Bè questo dipende anche dal sistema di raccolta differenziata della zona in cui lavorate, per preparare i sacchetti nel modo corretto (vetro insieme a plastica e alluminio? E l’organico?). Da capire anche se i sacchi poi li dovete portare voi a una campana o ve li vengono a ritirare porta a porta. Questo coinvolge il personale addetto alle pulizie, quindi introdurre una seria raccolta differenziata non è proprio una scelta che potete fare in modo autonomo, ma deve essere una proposta fatta e spinta a livello di dirigenza, a meno che non siate il capo e allora potete imporre le decisioni che volete. Se non vi danno retta, allora si, cominciate in modo autonomo nella vostra stanza, portate fuori i sacchetti da soli, e secondo me o vi danno del pazzo o seguiranno il vostro esempio.

Una volta che abbiamo piazzato i nostri cestini differenziati in tanti posti ben visibili dell’ufficio (idealmente uno per stanza e vicino ai luoghi conviviali come la macchina del caffè), con il beneplacito del capo e la consapevolezza degli addetti alle pulizie, assicuratevi che anche i colleghi sappiano e rispettino le regole. Non c’è niente di più frustrante di vedere l’immondizia mischiata e sprecare quindi il diligente lavoro degli altri che si preoccupano di buttare i rifiuti nel secchio giusto. Un email e qualche cartello nei punti giusti (e un po’ di sana rottura di scatole) si spera possano bastare a far passare il messaggio.

Ci sono prodotti di ufficio per i quali è comunque obbligatorio uno smaltimento differenziato. Parliamo di toner di stampanti e fotocopiatrice, attrezzature elettroniche dimesse, aggiungiamo batterie e pile dei vari apparecchi elettrici, neon e lampadine. In questi casi bisogna rivolgersi a fornitori specializzati per il ritiro e il recupero di alcuni di questi materiali. O rivolgersi direttamente a cooperative che vendono toner rigenerati o apparecchi elettrici assemblati da materiali riciclati.

Via | Prodotti Ecologici
Foto | pandemia

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