Al Cnr scoprono i batteri mangia-pesticidi

Batteri

Forse la soluzione ai pesticidi che inquinano le acque (e non solo) in agricoltura arriva dall' IRSA (Istituto di ricerca sulle acque) del CNR di Roma, (sebbene ciò non autorizzi ad usare i veleni allegramente).

I ricercatori italiani, difatti, hanno individuato in alcune famiglie di batteri, microscopici e difficili da identificare, il rhodococcus wratislaviensis , questo il nome del ceppo individuato sia nel suolo sia nelle acque sotterranee, risultato particolarmente interessante per le sue capacità di degradare e di mineralizzare l’erbicida terbutilazina e composti simili (terbutilazina, simazina e metaboliti) i più usati per il controllo delle erbe infestanti.

Precisa Anna Barra Caracciolo, ricercatrice Irsa-Cnr:

Si tratta di uno dei primi lavori in cui si descrive un ceppo batterico in grado di degradare i composti triazinici in un acquifero, che sono tra quelli più frequentemente riscontrati nelle acque a concentrazioni superiori ai limiti di legge (0.1 g L-1). L’identificazione di tale batterio in suoli ed acque può quindi essere un indicatore utile per la valutazione del potenziale di attenuazione naturale presente negli ecosistemi contaminati da questo erbicida. Inoltre, ceppi batterici con tali capacità potrebbero essere utilizzati per un eventuale bio-risanamento di siti contaminati. Le potenzialità di utilizzo dei batteri in campo ambientale sono praticamente illimitate e grazie a nuove tecniche molecolari basate sull’identificazione del DNA batterico che codifica l’acido ribonucleico ribosomiale (rRNA 16S) è oggi possibile individuare, riconoscere e classificare inequivocabilmente le comunità batteriche. In particolare, la tecnica utilizzata dall’Irsa-Cnr si basa sull’identificazione dei batteri attraverso la cosiddetta ‘tecnica di ibridazione in situ’ con sonde molecolari fluorescenti. Il principio si basa sull’utilizzo di brevi sequenze (oligonucletidi) di DNA batterico ribosomiale, altamente specifico per il riconoscimento del gruppo di appartenenza, che vengono legate ad un marcatore.

La scoperta dell'IRSA-CNR viene incontro alla nuova politica Ue in ambito agricolo che ha ottenuto un controllo più severo delle sostanze usate dopo due anni di dibattito. Tanto severo da costringere i coltivatori ad abbandonare l'uso di alcuni insetticidi ritenuti tossici per l'uomo. Si sono astenute dal voto Ungheria, Irlanda, Romania e Regno Unito che attraverso Hilary Benn, segretario all'ambiente ha fatto sapere di voler avere maggiori dettagli e studi scientifici più approfonditi per stimare l'impatto sulle coltivazioni. Molti Euro-deputati lavoreranno per richiedere verifiche più severe sull'uso degli insetticidi e il pacchetto così potrebbe essere emendato in autunno.

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail