Speciale G8. L'inutile vertice tra spreco di cibo, fame da biocarburanti e petrolio alle stelle

Un momento della manifestazione di ieri dei gruppi No Global

Quello che va concludendosi a Hokkaido in Giappone è forse uno dei vertici più inutili fatti si qui. La prima cosa che hanno tenuto a precisare i leader a confronto è che nella tre giorni di lavori (è iniziata ieri e si conclude domani 9 luglio) non saranno prese decisioni e che queste saranno rimandate al vertice in Italia del 2009.

Intanto intorno al summit iniziano a girare notizie non più di crisi (a Hokkaido i leader parlano solo di quello in una sorta di autocommiserazione) ma di allarme, se non di emergenza, per una sostanziale mancanza di politiche mondiali nei confronti delle scelte da fare nel settore alimentare e energetico che si sono rivelate correlate come ha dimostrato il dossier riservato della Banca Mondiale scovato dal The Guardian.

La testata inglese svela che a causare le impennate dei prezzi delle materie prime alimentari sono stati i biocarburanti. Don Mitchell autore della ricerca e economista alla Banca Mondiale afferma che l'aumento del cibo che sta mettendo in ginocchio mezzo Pianeta è dovuto al 75% ai biocarburanti, valutazione che contraddice quelle presentate dagli Stati Uniti che attribuiscono l'aumento dei prezzi alle economie emergenti di Cina e India i cui volumi di richiesta di cibo sarebbero aumentati vertiginosamente di pari passo con la crescita dei rispettivi PIL del 12% e del 9%. Il rapporto, secondo quanto riferisce The Guardian non sarebbe stato divulgato sin qui per evitare attriti con Bush e la Casa Bianca che vede proprio negli Stati Uniti il maggior richiedente di biocarburanti assieme all'Europa.

Nel dossier si legge che dal 2002 al 2008 i generi alimentari sono aumentati del 140% e di questi il 15% è causato ai costi maggiorati di energia e fertilizzanti (in linea con gli aumenti del petrolio) mentre per il 75% sono dovuti ai biofuel. Le colture alimentari difatti sono state dirottate per la produzione di carburanti e oltre 1/3 del mail americano è diretto alla produzione di etanolo, mentre circa la metà della produzione di oli vegetali europei finirebbe nei motori. Innescando sia
Ma della cosa non se ne discute a Hokkaido così come non si discute dell'unica proposta concreta presentata da Sarkozy di allargare il G8 a Brasile, India e Cina che rappresentano le nuove realtà industriali del Pianeta. Bush ha liquidato Sarkò dicendo che gli Stati Uniti non intendono ammettere nessun altro alla loro corte.

Foto | Flickr

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