Dal Giappone mangimi per animali dagli scarti delle nostre tavole

Bovini che mangiano Necessità fa virtù. E così di fronte all’impellente crescita dei prezzi dei prodotti alimentari, dei mangimi per animali, dei fertilizzanti e del petrolio gli allevatori giapponesi rispondono con una idea: quella di riciclare gli avanzi di cibo e trasformarli in mangimi per gli animali. Pratica già utilizzata nel Paese, ma adesso sembra esserci un punto di svolta.

Allevatori e agricoltori sono stati da sempre riluttanti ad utilizzare mangimi riciclati, ma l’inflazione diffusa sembra avergli fatto cambiare idea. Nutrire gli allevamenti con alimenti riciclati farebbe risparmiare fino al 50 % rispetto al tipo di alimentazione tradizionale.

Prezzi alle stelle soprattutto per i prodotti a base di mais e soia. L’industria alimentare giapponese ricicla oltre il 70% dei suoi avanzi. Circa la metà di questi si trasforma in mangime, il 5% in metano e il resto in fertilizzanti. Non solo vantaggi economici. Abbandonare il cibo in discarica non fa altro che aumentare la produzione nell’atmosfera di gas serra, come il metano.

Gli avanzi di cibo vengono trasformati in due tipi di mangime secco: uno ricco di grassi e proteine, l’altro più magro e con carboidrati. Si produce anche un tipo di mangime liquido dalla pastorizzazione e lavorazione del latte o delle verdure.

Non tutti però sono convinti della bontà di questa idea, soprattutto dal punto di vista della sicurezza alimentare. Alcune associazioni a difesa dei diritti degli animali e nutrizionisti sono critici sull’alimentare gli animali con cibi ormai scaduti. Junichi Kowaka, rappresentante dei consumatori, lamenta invece la scarsa qualità nutrizionale di questi mangimi, soprattutto se all’origine ci sono piatti dei fast food.

Via | International Herald Tribune

Foto | DIGISEA

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