"Eolico off-shore? Vade retro". Intervista a Vincenzo Greco Sindaco di Termoli

Termoli, le simulazioni di Effeventi dell'impianto eolico off-shore

Tra i sindaci che rifiutano gli impianti eolici off-shore c'è anche Vincenzo Greco primo cittadino di Termoli che assieme ai colleghi Gabriele La Palombara Sindaco di Petacciato e Giuseppe D'Ascenzo Sindaco di Bisaccia di Montenero (ma sono toccati anche i Comuni di Vasto e San Salvo) è da tre anni impegnato a colpi di carte da bollo, a rifiutare le 54 torri che dovrebbero essere installate dalla Effeventi di Milano per 162 MW di potenza (nella foto in alto una delle simulazioni della Effeventi).

Ne avevamo parlato un anno fa qui su ecoblog di questo che era il primo impianto eolico off-shore italiano che avrebbe riguardato circa 10 km di costa marina del Molise.

Termoli, le simulazioni di Effeventi dell'impianto eolico off-shore

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Da allora tra una serie di ricorsi, cambio di Governo, perdita del Ministro Di Pietro, molisano, e approvazione del progetto da Parte dell'attuale Ministro dell'Ambiente, è stato stabilito che il parco eolico, si farà attraverso un apposito decreto dove si specifica che ad avere competenza sul tratto di mare interessato è lo Stato Italiano.

Il Sindaco di Termoli, Vincenzo Greco, che ho intervistato al telefono, ha iniziato ad organizzare una sorta di resistenza alla costruzione dell' impianto che sorgerà a circa 3 miglia marine dalla costa, con 54 torri alte 74 metri e che dovrebbe rifornire di energia 120mila famiglie. Entro settembre dovrebbe giungere il rilascio della concessione demaniale marittima, in base all'emendamento al decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 introdotto nella finanziaria 2008.

Sindaco perchè non vuole il parco eolico a Termoli?

A me nessuno ha mai detto nulla. Abbiamo letto un giorno nel 2005, sul Bollettino della Regione Molise che era stata approvata la delibera per la costruzione di questo impianto. Ma fino ad allora nessuno degli amministratori ne ha mai saputo niente. Come non sappiamo nulla della Effeventi, una società da 10mila euro di capitale che dovrebbe costruire questo mega impianto. Chi si nasconde dietro? La nostra unica ricchezza è il mare. Qui non abbiamo altro. Se ci mettono davanti questo muro di torri eoliche cosa ci rimarrà?

E com'è proseguita la storia da allora?

Siamo intervenuti diverse volte per fermare le concessioni. Poi, dopo aver perso il Ministro di Pietro al Governo, ci siamo ritrovati ad essere estromessi del tutto anche dalla possibilità di negare qualunque autorizzazione essendo intervenuto direttamente il Ministero dell'Ambiente. La verità è che l'eolico non conviene. Altrimenti perché installarlo qui e non a Portofino che certamente è più ventosa di noi? Qui non abbiamo peso politico e siamo poveri dal punto di vista ambientale e dunque ne possono approfittare di noi, tanto chi prostesta?

Eppure dicono che grazie ai finanziamenti convenga davvero avere gli impianti eolici. I comuni ricevono delle compensazioni...

Nessuno ci ha mai prospettato nulla. Nessuno è mai venuto qui a dirci che ci avremmo guadagnato qualcosa. E comunque, in ogni caso, si tratta di compensazioni ridicole. Vogliamo essere anche noi partecipi di questo patrimonio. Termoli ha già dovuto ingoiare la centrale a Turbogas. Ma alla fine questi impianti eolici cosa portano ai termolesi? Tra l'altro sono arrivate anche delle associazioni di pseudo ambientalisti che ci volevano convincere ad accettare. Ma chissà quali interessi avevano.

Ma è davvero così antieconomico l'eolico? Eppure la Regione Puglia sembra invece dimostrare il contrario con i suoi impianti da 700MW.

Se era conveniente avrebbero fatto gli impianti al Nord e Berlusconi lo avrebbe messo a Portorotondo! Noi già paghiamo la nostra bolletta con la produzione di 1000 MW. A cosa servirebbe questo ulteriore impianto? Termoli e tutta la costa interessata sono a vocazione turistica e commerciale e tale deve rimanere.

Ed ora cosa pensa di fare?

Certamente contatterò Rosario Crocetta Sindaco di Gela e Vittorio Sgarbi Sindaco di Salemi per costituire assieme a loro una rete di sindaci contro questi impianti e contro le decisioni prese senza che si tenga conto della volontà della gente. E poi se sarà il caso ci rivolgeremo alla Magistratura. Oggi, però la nostra paura è anche un'altra, per i motivi che lo ha appena spiegato e cioè che siamo una Regione povera e senza grandi risorse, che come indicato dal ministro Scajola decidano di costruire qui una centrale nucleare, senza magari tenere conto della nostra peculiarità sismica.

Sindaco non si preoccupi il Ministro Prestigiacomo porterà il nucleare in Sicilia.

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Foto | Effeventi

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