Nuovo record minimo per l'oceano Artico, ne pagano le spese gli orsi polari

polar bearGli scienziati del National Snow and Ice Data Center annunciano che lo scorso lunedì, la superficie dell'oceano Artico si è ridotta sino a toccare il secondo minimo storico da quando sono iniziate le rilevazioni satellitari, superando il record raggiunto nel 2005 (di 2.05 milioni di miglia quadrate). La scorsa estate il ghiaccio si è ritirato a circa 1.65 milioni di miglia quadrate, circa il 40% in meno rispetto la media nel periodo tra il 1979 e il 2000, e quest'anno la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente. I gruppi ambientalisti sottolineano come questo sia l'ennesimo campanello d'allarme sul riscaldamento globale.

Deborah Williams, ex assistente speciale del dipartimento degli interni dell'Alaska, dichiara che la situazione è particolarmente allarmante: se si tiene presente che questa è un'estate relativamente fresca, il fatto che il ghiaccio abbia continuato a sciogliersi fino a raggiungere un nuovo record dimostra quanto sia profondo l'impatto del riscaldamento globale.

I recenti scioglimenti si riflettono principalmente sul Mar dei Chukchi, presso le coste a nord-ovest dell'Alaska, e sul Mar della Siberia orientale, presso le coste a est della Russia. Il Mar dei Chukchi è la casa di una delle due popolazioni di orsi polari dell'Alaska. In un rilevamento del 16 agosto gli osservatori federali hanno individuato 9 orsi polari nuotare in mare aperto (a 24-100 km dalla costa) nel Mar dei Chukchi: sembrerebbe che alcuni stessero nuotando verso nord per raggiungere i ghiacci polari distanti 644 km. Sforzo troppo eccessivo anche per dei provetti nuotatori come gli orsi polari, in grado di nuotare continuativamente anche per 160 km.

Via | Newsminer.com
Foto | Flickr

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