Balene sempre più magre: ma era davvero indispensabile saperlo?

balenaUn gruppo di ricercatori Giapponesi ha portato avanti uno studio sulle Balene Minke ('Balaenoptera acutorostrata') , che dimostra come questa specie abbia in media meno grasso rispetto a vent' anni fa. Il grasso è estremamente importante per i cetacei, in quanto permette loro di proteggersi dal freddo dei mari polari. Motivo di tale fenomeno è stato individuato nella riduzione delle popolazioni di krill nel Oceano Antartico.

Tale diminuzione è, con buona probabilità, legata al riscaldamento globale del pianeta. Lo studio spiega che il declino del krill disponibile abbia favorito le popolazioni di Balene Humpback (Megaptera novaeangliae), alcuni anni fa in grave pericolo di estinzione. La ripresa di queste ultime ha fatto si che le Balene Minke dovessero competere di più per ottenere il cibo, con conseguente perdita di grasso.

Questa notizia non ha entusiasmato gli ambientalisti che sono risultati abbastanza critici. Motivo? Per eseguire tali studi scientifici (durati vent'anni) si sono dovute sacrificare 4.500 cavie di balena. Il dubbio è il seguente: vale la pena uccidere tanti esemplari per arrivare ad avere risposte scientifiche di questo tipo? Il Guardian, noto giornale Britannico, ha raccolto opinioni molto contrastanti.

Mark Simmons, direttore scientifico della "Società per la Conservazione delle Balene e Delfini", afferma che la caccia per scopi scientifici non è vera scienza. Di parere opposto i ricercatori scientifici che non hanno commentato sulla questione, rispondendo però che, se i risultati venissero confermati, sarebbe una questione molto preoccupante. Siamo di fronte ad un caso in cui il gioco non vale la candela? Non è semplice rispondere alla domanda.

Tuttavia, stando a quanto riporta il Guardian, la risposta sembrerebbe essere affermativa. Dagli anni '80 infatti vi è una moratoria internazionale sulla caccia commerciale alla balena. Spesso lo stratagemma utilizzato dai paesi tradizionalmente cacciatori di balene (Giappone, Norvegia e Islanda), di cui Ecoblog in passato aveva parlato, al fine di continuare a offrire questo prodotto ai loro mercati, è appunto la caccia per fini scientifici. Negli ultimi 20 anni sono stati pubblicati 55 studi sulle balene, ma solo pochi sono stati davvero degni di nota, almeno secondo quanto confermato da un gruppo di ricercatori Australiani intervistati dal quotidiano Britannico.

Via | Elmundo.es
Foto | Flickr

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