Il Sahara Forest Project creerà oasi con energie rinnovabili nel deserto


Sfruttare l'energia del Sahara e combinare le diverse possibilità produttive è il paradigma del progetto di tre eco-imprenditori Charlie Paton, Michael Pawlyn e Bill Watts per risolvere tre problemi che affliggono il pianeta: l'energia, il cibo e l'acqua. Il Sahara Forest Project sfrutterà le sinergie di tecnologie diverse per un sistema che potrà potenzialmente produrre per soddisfare i consumi africani ed europei, sfruttando una delle regioni più inospitali del mondo.

I tre imprenditori non sono novizi del settore, tutt'altro: Charlie Paton è titolare di un progetto denominato Seawatergreenhouse che combina i processi naturali, modellazione al computer e calcoli matematici per fornire una soluzione low-cost al problema idrico per l'agricoltura nelle regioni aride o costiere. Michael Pawlyn è un architetto che si occupa di strutture bio-sostenibili mentre Bill Watts è uno dei maggiori innovatori nel campo dell'efficienza energetica applicata agli impianti industriali.

La tecnologia Seawatergreenhouse fornirà acqua dolce al Sahara Forest Project tramite l'installazione di serre dove trasformare l'acqua di mare in acqua per usi agricoli. Condensata nelle serre verrà poi riscaldata tramite specchi che convoglieranno i raggi solari ed il vapore creato, sarà quindi convogliato in una turbina per la produzione di energia elettrica a supporto del sistema con le celle solari.

Il sistema potrà quindi dare vita al Sahara trasformandolo in una zona adatta anche per le colture di Jatropha curcas o Jatropa Curcas, pianta tropicale che riesce a crescere in terreni semi-aridi e in presenza di scarse precipitazioni e ottima per i biocombustibili.

Il primo passo del progetto prevede una superficie di 20 ettari con uno sforzo di 80 milioni di euro: la presentazione del avverrà alla Quarta Conferenza Mondiale sulle scienze del Futuro, in programma dal 24 al 27 settembre.

Via | TheGuardian

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