Arrestati attivisti di Greenpeace dalla polizia israeliana

Attivisti Greenpeace

L'intero equipaggio di attivisti della nave Warrior di Greenpeace lunedì mattina è finito in manette nel porto di Ashkelon in Israele ed è stata fermata la loro nave con cui protestavano contro l'utilizzo del carbone per la produzione di energia elettrica. La guardia costiera israeliana notando la navigazione della nave Rainbow Warrior di Greenpeace in zone del porto proibite e i seguenti atti di vandalismo ha avvertito la polizia locale che poco dopo è giunta sul posto procedendo agli arresti.

Due attivisti hanno scritto con le bombolette "Quit coal" sulla fiancata di una nave che stava scaricando carbone per alimentare la centrale termoelettrica di Ashkelon: l'intervento della polizia israeliana nel porto ha messo le manette anche ai cameramen e ai reporter inclusi nell'equipaggio, 14 persone in totale, fra cui nessun connazionale.

Non è la prima volta che gli attivisti di Greenpeace si ritrovano nei guai con la giustizia per una buona causa in Israele: a maggio erano saliti sul tetto della residenza del ministro per le infrastrutture ed avevano esposto uno striscione contro le installazioni volute dal ministro per sfruttare il carbone. Questa volta chiedono al Governo israeliano (così come a tanti altri nel mondo) di non costruire ulteriori centrali a carbone dato l'alto tasso d'inquinamento che comportano ed i disastrosi effetti sui cambiamenti climatici. Ad ogni modo la reazione esagerata della polizia locale non passerà di certo inosservata.

Via | Jpost, Ufficio Stampa di Greenpeace,Israelnationalnews.com

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