Jason e la guerra segreta sul cambiamento climatico

cambiamenti climatici

Secondo le rivelazioni del Times, un gruppo di scienziati riuniti sotto il nome in codice "Jason" aveva messo in guardia, circa 30 anni fa, i principali capi di governo sulle gravi conseguenze del cambiamento climatico che si stava per attuare, ma sono stati emarginati per convenienze politiche.

Il gruppo Jason aveva previsto che i livelli di biossido di carbonio nell'atmosfera sarebbero raddoppiati entro il 2035 e ciò concorda con le attuali previsioni che hanno spostato però il limite al 2050, mentre le temperature in media si alzeranno di 2-3 gradi centigradi; le regioni polari, si sarebbero sciolte a causa di questo cambiamento e sembra che i Jason avessero appunto ragione.

I Jason furono istituiti negli anni '60 al culmine della guerra fredda, quando un gruppo di fisici che contribuirono a sviluppare la bomba atomica, proposero la creazione di una nuova associazione che "iniettasse nuove idee per la difesa nazionale".

E gli scienziati da assoldare nel Jason furono selezionati tra un gruppo di brillanti studiosi e menti libere, capaci di immaginare l'impensabile e il gruppo fu creato tramite inviti personali. Dei circa 100 Jason, che si sono succeduti nel corso degli anni, in 11 hanno vinto premi nobel e 43 sono stati eletti alla Us National Academy of Sciences.

Per anni, essere un Jason voleva dire lavorare ai più alti livelli e ogni estate, per sei settimane, il gruppo si trasferiva con le rispettive famiglie a San Diego in California, per lavorare assieme: ben pagati e con case sulla spiaggia, così mentre i loro bambini giocavano, loro potevano dedicarsi a salvare il mondo. Molto Club Med e poco James Bond.

Oggi i Jasons vanno ancora a San Diego e già nel 1977 hanno iniziato a lavorare al riscaldamento globale, sebbene in pochi fossero esperti in climatologia. Per avere più punti di riferimento si trasferirirono a Boulder, in Colorado al NCAR, il Centro Nazionale per la ricerca atmosferica. E essendo per lo più fisici hanno deciso di costruire un modello del sistema climatico, il Features of Energy-Budget Climate Models preso d'esempio da tutti gli altri modelli climatici.

Nel 1979 fu redatta la loro relazione sotto il nome in codice JSR-78-07 e dal titolo "Cambiamenti climatici: L'impatto a lungo termine nell'atmosfera del biossido di carbonio", in cui avevano già previsto tutto.

La relazione non fu mai pubblicata ufficialmente ma è stata letta, come documento riservato, dai più alti livelli del Governo degli Stati Uniti tanto che Frank Press, consigliere scientifico del Presidente Jimmy Carter, chiese all'Accademia Nazionale delle Scienze un secondo parere, questa volta da scienziati del clima.

La commissione dell' Accademia era guidata da Jule Charney, meteorologo al Massachusetts Institute of Technology (MIT) che diede il suo parere: il cambiamento climatico era in atto e avrebbe avuto forti ripercussioni su tutto il Pianeta. Così è dalla fine del 1970 che gli scienziati sapevano che l'aumento dei livelli di CO2 nell'atmosfera avrebbe inficiato il futuro, ma la politica ha voluto che emergesse lo scetticismo nel cambiamento climatico.

Nel 1980 Ronald Reagan venne eletto presidente e com'è noto era pro-business. Regan sapeva che nel Paese erano già in atto le piogge acide e ha commissionato un terzo rapporto sul riscaldamento globale a Nierenberg Bill, famoso per il Progetto Manhattan per lo sviluppo di nuove armi nucleari. E era un Jason, nonché ideatore della divisione dello studio sul clima all'Istituto Scripps. Nierenberg nel capitolo di sintesi decise di ignorare il consenso scientifico intorno al cambiamento climatico.

Il suo messaggio fondamentale fu: "calma e sangue freddo", dove affermava che non c'era niente di nuovo sotto il sole e che il cambiamento climatico poneva solo delle nuove sfide all'umanità. E ha messo in luce la capacità di adattamento che l'uomo aveva messo in atto nei secoli e sosteneva che solo tra molto tempo il cambiamento climatico avrebbe potuto avere una certa rilevanza e diventare un problema. E sottolineava il fatto che le soluzioni tecnologiche avrebbero dato una mano.

Ecco cosa scriveva nel suo rapporto:

La conoscenza che otterremo nei prossimi anni sarà più vantaggiosa di una mancanza d'azione che non sarà dannosa.; un programma d'azione senza conoscenza si rivelerebbe costoso e inefficace. Queste le nostre raccomandazioni: ricerca, monitoraggio, vigilanza e mentalità aperta.

Di fronte a questo scenario la chiave scelta è stata quella dell'adattamento. Nierenberg ha poi fondato il George C. Marshall Institute un gruppo di riflessione che sfida gli scienziati sul consenso al cambiamento climatico continuando a sostenere che non è un problema, che non vi è nessuna tendenza sistematica al riscaldamento e che il clima passa attraverso le sue normali, naturali fluttuazioni.

Via | Times online
Foto | Flickr

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