Cambiamento climatico: l'arcobaleno sottosopra e la bufala de "la Repubblica"

Arcobaleno

Innanzitutto un doveroso ringraziamento a Guido Guidi per la sua arguzia e prontezza.

Ed ecco il fatto: la notizia dell'avvistamento di un arcobaleno sottosopra o meglio di un arco circumzenitale a Cambridge, gira da qualche giorno tra le testate e i blog più blasonati della rete.

In pratica una astronoma, Jacqueline Mitton, 60 anni ha avvistato nei cieli di Cambridge un arcobaleno al contrario e lo ha definito un evento insolito a quelle latitudini essendo un fenomeno tipico delle ragioni polari.

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Scrive dell'arcobaleno anche il Telegraph che con il Daily mail che ha riportato la notizia, probabilmente per primo (o quanto meno in maniera più circostanziata) riferisce anch'esso come di una bizzarria della natura.

Ma perchè la Repubblica lo collega immediatamente al cambiamento climatico? Dove sono le prove? E perché mistificare così grossolanamente una notizia?

Scrive Guidi nel suo blog Climatemonitor:

Non c’è nessun, ma proprio nessun collegamento con il clima che cambia, il fenomeno è raro ma non anomalo, dipende solo dal sole e dalla posizione dei cristalli di ghiaccio nelle nubi. Ghiaccio sì, proprio quello che abbonda nelle pazze nubi di questo pazzo mondo surriscaldato. Del resto notoriamente siamo usi raffreddare le bibite nel forno e riscaldare gli alimenti nel freezer.
Abbiamo capito che la stella di Repubblica brilla nella stessa galassia finanziaria di Sorgenia (CIR, la holding che detiene anche il gruppo editoriale l’Espresso detiene il 68,1% di Sorgenia Holding che, a sua volta ha il 79,5% di Sorgenia), impegnata nel settore dell’energia eolica, ma di questo glie ne siamo grati ugualmente, perchè le fonti rinnovabili le abbiamo a cuore anche noi, senza la necessità di essere presi per i fondelli sul giornale.

Lo sappiamo, scrivere di eventi spettacolari in natura paga in termini di contatti e di lettori. Ammetto che un redattore non sempre è preparatissimo in ambito scientifico
(ci sono troppe cose da sapere e troppe cose che variano velocemente) ma in genere quando non si è ferrati e il tempo stringe per la pubblicazione si gioca al risparmio: si dice quello che si sa e che si è riusciti a verificare. C'è sempre tempo dopo per aggiungere, affinare, migliorare.

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