Batteri per riciclare la plastica

plastica rifiutiI batteri potrebbero aiutarci nello smaltimento quotidiano delle tonnellate di rifiuti plastici che produciamo ogni giorno.

Un gruppo di scienziati irlandesi ha infatti scoperto che la plastica PET (quella per intendenderci con cui vengono fatte gran parte delle bottiglie che beviamo ogni giorno) se riscaldata a 450 gradi centigradi in assenza di ossigeno si divide in una parte solida, una liquida e una gassosa.

Le frazioni liquida e gassosa finiscono per ora solo in un termovalorizzatore (ovvero in un inceneritore), mentre la parte solida (la metà circa del rifiuto iniziale), rappresentata dall'acido tereftalico, una volta attaccata dai batteri viene decomposta in PHA, una plastica biodegrabile, già utilizzata in applicazioni mediche (ad esempio per costruire tubi in supporto alle arterie), che finora era stata poco sfruttata perché mancava un metodo per produrla in grandi quantità.

Il lavoro per raggiungere questo traguardo, come afferma anche il capo del progetto O'Connor, è stato lungo. Il team di scienziati ha studiato culture di tutto il mondo prima di trovare la strada giusta. Lavorando su ambienti che naturalmente contenevano acido tereftalico, hanno riscontrato che solo batteri appartenenti alla famiglia delle Pseudomonadacee riuscivano ad ottenere risultati significativi.

Ora la sfida è rappresentata dal miglioramento dell'efficienza: il prossimo obiettivo è riuscire a riciclare, con questo processo, il 60% della plastica in entrata.

Per chi volesse approfondire la questione, l'abstract dello studio pubblicato su questo tema da Environmental sciences and technology è a scaricabile grazie a questo link.

Foto | Flickr
Via | New Scientist

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