Lo sviluppo degli ultracapacitori per le rinnovabili di domani

Per poter sfondare veramente, le attuali rinnovabili necessitano di tecnologie atte a consentire lo stoccaggio di energia a basso prezzo. La questione è nota a tutti e le soluzioni ipotizzate riguardano la creazione di una rete che stabilizzi i picchi ed i cali energetici oppure l’immagazzinamento di energia come aria compressa o sotto forma di

di Luca

Per poter sfondare veramente, le attuali rinnovabili necessitano di tecnologie atte a consentire lo stoccaggio di energia a basso prezzo. La questione è nota a tutti e le soluzioni ipotizzate riguardano la creazione di una rete che stabilizzi i picchi ed i cali energetici oppure l’immagazzinamento di energia come aria compressa o sotto forma di idrogeno. Tutto questo perchè gli attuali accumulatori non presentano le suddette caratteristiche.

Per risolvere questi problemi, alcuni ricercatori dell’Università del Texas stanno sfruttando le nanotecnologie per produrre degli ultracapacitori formati da sottili strati di grafene. Creando atomi di carbonio disposti su un piano a formare dei fogli, si può aumentare la capacità di carica. Una tecnologia in più per la realizzazione di veicoli elettrici.

Altri studi vanno nella stessa direzione: all’Università di Pechino hanno prodotto dei “nanofiori” costituiti da nanofibre di carbonio e da ossido di manganese, in grado di aumentare la capacità di carica del 50.8% e caratterizzati da un ciclo di vita decisamente lungo: con 20.000 cicli di carica e scarica si ha una riduzione del 3%. Non ci resta che attendere le applicazioni commerciali di queste importanti scoperte.

» University of Texas
» Nanoletterspdf scaricabile

Foto | Jesus Presley

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