La coltivazione della cocaina distrugge 300 ettari di foresta all'anno

DeforestazioneDa sempre siamo stati abituati a considerare la cocaina come un problema di natura sociale, tuttavia arriva dalla Colombia una notizia che sposta l'argomento fuori dai normali canoni, ovvero a quelli della sfera ambientale. Infatti sembrerebbe che la coltivazione della cocaina sia la responsabile della distruzione ogni anno di circa 300 ettari di foresta colombiana.

Questo quanto riportato dal vice-presidente della Colombia, Francisco Santos Calderon, in un convegno a Lisbona per parlare dei danni ambientali provocati dalla produzione del prodotto. Secondo il governatore ci sono due milioni di europei che consumano abitualmente questa droga e pertanto, oltre che sensibilizzare le coscienze sui noti problemi, si vuole diffondere ai cittadini del vecchio continente l'allarme circa i danni ambientali.

Secondo il vice presidente, sino ad oggi, sono stati distrutti 2,2 milioni di ettari di foresta, ovvero un'area pari a quella della Slovenia. In generale solo per coltivare un ettaro di terreno, in un anno, vengono in media utilizzati 600 chili di prodotti chimici solidi e altri 920 litri di liquidi.

Un chilo di cocaina produce 600 chili di immondizia e 200 litri di acqua contaminata, quantità di rifiuti davvero enormi. Particolarmente preoccupate, oltre le autorità colombiane, anche quelle peruviane, la cui foresta è interessata dallo stesso fenomeno di deforestazione.

Il senso di questa visita - afferma Santos - è sensibilizzare l'Europa a questo problema, di cui poco si parla, attraverso programmi di diffusione nelle scuole dell'obbligo. L'Europa infatti è fra i principali consumatori di questo prodotto nel mondo. Basterà questo nuovo grido di allarme a fermare la crescita del fenomeno?

Via | Ecosfera.publico.clix.pt
Foto | Flickr

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