Raccolta e riciclaggio delle pile usate: ancora indietro l'Italia

Pile usateVerrebbe da dire che si tratta della solita storia all'italiana, questa volta però il nostro bel paese è in nutrita compagnia. Qualche giorno fa è infatti entrata in vigore la direttiva europea che impone la raccolta e il riciclaggio delle pile usate e molti stati membri (tra cui l'Italia) non l'hanno ancora recepita. Adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio nel 2006, la direttiva, doveva già essere stata recepita dagli stati membri nei rispettivi ordinamenti nazionali.

Finora però solo sette paesi (Estonia, Spagna, Austria, Slovenia, Olanda, Malta, Lettonia) lo hanno fatto e altri tre (Polonia, Finlandia e Lituania) hanno annunciato che lo faranno a breve. Le pile contengono un insieme di metalli nocivi per la salute umana e l'ambiente, fra i quali, in certi casi, metalli pesanti pericolosi come il piombo, il cadmio e il mercurio.

La raccolta e il riciclaggio delle pile usate impedisce a queste sostanze di diffondersi nell'ambiente e permette di risparmiare energia e risorse naturali. Secondo i dati del 2002, ben 75.155 tonnellate di batterie vengono buttate ogni anno. Per raggiungere questi obiettivi la nuova direttiva si prefigge di recuperarne il 45% entro il 2016. Secondo un comunicato del commissario dell'UE la modifica della direttiva sulle pile rappresenta un altro importante passo verso un'Europa che ricicla.

La normativa contribuisce a tutelare la salute dei cittadini europei e a rendere più sostenibili il consumo e la produzione all'interno dell'UE. Gli Stati membri che non hanno ancora recepito la direttiva dovrebbero farlo senza ulteriori ritardi,vedremo se questo messaggio sarà preso in considerazione in tempi brevi.

Via | Ambiente.it
Foto | Flickr

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