"Zecche sui treni: non è colpa dei cani". Intervista al Presidente della federazione nazionale ordini veterinari italiani, Gaetano Penocchio

Mi porti con te?

Qualche giorno fa le Ferrovie dello Stato hanno annunciato con una direttiva, che a bordo dei loro treni sarà vietato l'accesso a cani e gatti il cui peso supera i 6 chili. Tutti gli altri animali, di peso inferiore, potranno viaggiare nelle loro gabiette se accompagnati da un certificato che attesti l'assenza di parassitori del loro medico veterinario. Esentati i cani guida per ciechi. (Qui il post di Ecoblog e qui la direttiva FF.SS)

A non essere d'accordo con il criminalizzare gli animali che viaggiano proprio quei veterinari che dovrebbero produrre i certificati sanitari. Ne ho parlato con Gaetano Penocchio Presidente nazionale della FNOVI (Federazione nazionale ordini veterinari italiani) nonché dell' Ordine dei veterinari di Brescia, che ha risposto alle mie domande via mail.

D.: Buongiorno Presidente, innanzitutto la ringrazio per la cortese disponibilità anche a nome dei lettori di ecoblog, assoluti difensori dei diritti degli animali

R.: Buongiorno a voi.

D.: Considera la direttiva delle FF.SS che entrerà in vigore dal 1° ottobre sul divieto di introdurre sui treni cani e gatti di grossa taglia un provvedimento efficace per combattere la diffusione di parassiti e insetti sui treni?

R.: Già alla fine di luglio, appena avuta notizia dell' ipotesi di questo regolamento, abbiamo indirizzato alle FFSS una nota per chiederne conferma e abbiamo manifestato il dissenso ai criteri privi di alcun fondamento scientifico sui quali era basato. Purtroppo non abbiamo avuto alcun cenno di riscontro, forse proprio perchè si tratta di un atto irrazionale e difficilmente motivabile.
Abbiamo anche chiesto di visionare il regolamento ma ci è stato risposto che non sarebbe stato disponibile prima dell'entrata in vigore.

Il peso dell'animale - e mi chiedo anche dove saranno ubicate le bilance - ovviamente non ha alcun significato: gli eventuali parassiti non scelgono certo l'ospite in base alla superficie disponibile e il certificato che viene richiesto non precisa neppure se il trattamento antiparassitario sia contro i parassiti esterni o interni: si denota tutto il dilettantismo che caratterizza il regolamento.
Il trasportino poi non è certo un mezzo efficace per evitare la diffusione di eventuali parassiti.

D.: Sono davvero cani e gatti il veicolo di diffusione di zecche e pulci sui treni e sui mezzi di trasporto in genere? (Clamoroso il caso della turista milanese che questa estate si risvegliò su un traghetto Tirrenia ricoperta di pulci.)

R.: E' stato già evidenziato che alcuni parassiti cutanei responsabili di infestazioni di passaggeri fossero di specie che hanno come ospite esclusivamente le persone e pertanto sicuramente non veicolati da animali che viaggiano a seguito dei proprietari.

Inoltre non risultano esami effettuati per classificare con certezza "gli insetti" o le lesioni sulla cute dei passeggeri. Ad ogni buon conto, semplificando, il ciclo vitale delle zecche e delle pulci e dei parassiti in genere, è complesso e consente diverse opportunità di prevenzione come ben sanno i proprietari di animali da compagnia.


D.: Quali sarebbero, secondo Lei, le azioni da intraprendere per assicurare che sui mezzi di trasporto pubblico non si verifichino situazioni spiacevoli di questo genere?
La pulizia. Un ambiente pulito e mantenuto tale è poco ospitale per i parassiti.
C'è anche la responsabilità dei passeggeri a non insudiciare i locali ma le operazioni di pulizia non possono essere frettolose o superficiali, tanto più in ambienti molto frequentati.
In caso di infestazione prima di tutto vanno identificati e classificati con certezza i parassiti presenti e poi vanno prese le misure idonee per contrastarne la proliferazione.

D.: Che tutele deve adottare un passeggero che sale in treno o in autobus se in presenza di un cane o di un gatto per evitare pericoli verso gli altri viaggiatori e la trasmissione di pulci e zecche?
I parassiti in genere trascorrono una buona parte necessaria al loro sviluppo sul terreno, se le condizioni ambientali non sono adatte non sopravvivono e quindi non diventano adulti che possono "attaccare" gli ospiti. I passaggeri devono guardarsi più spesso dagli altri viaggiatori umani, portatori di pericoli maggiori, che dagli animali. In genere chi decide di viaggiare con i propri animali vive a stretto contatto con loro e quindi ne ha cura in modo particolare. Proibire, come già detto in base a criteri irrazionali, alle persone di viaggiare con i propri animali è un atteggiamento sconcertante e anacronistico. La direzione delle FFSS avrebbe avuto tutta la collaborazione necessaria per analizzare e contrastare il fenomeno delle infestazioni parassitarie.
Ha perso una buona occasione per dimostare con i fatti l'immagine di modernità ed efficenza che pubblicizza solo a parole.

D.: Se desidera aggiungere altro...
Ci sono state solo reazioni negative a questo regolamento, ci auguriamo che venga modificato con criterio e rinnoviamo anche da questa pagina la disponibilità a collaborare con gli estensori delle norme per i viaggiatori.

D.: A Nome della testata e dei lettori di ecoblog le auguro buon lavoro
Grazie e voi.

Foto | Flickr

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