Rubbia, ecco il "suo" nucleare al torio

Un lettore che si firma peppero mi scrive una mail per segnalarmi il video che vi propongo. Qualche post più sotto vi rendevo conto delle dichiarazioni del Prof. Rubbia così come riportate dalle agenzie di stampa e da Il Sole24ore, fatte alcuni giorni fa a Taormina dove annunciava, in materia di energia, una coesistenza, nel futuro, del solare e del nucleare, auspicando tra l'altro una vera e propria ripresa dell' Unione Mediterranea.

E effettivamente a Taormina non c'è stato un cambio di prospettiva da parte del prof.Rubbia, che ha riproposto le sue ricerche in materia nucleare conosciute come il Rubbiatron che funzionerebbe con un acceleratore di particelle, simile a quello in sperimentazione al CERN.

Il Rubbiatron, una sorta di amplificatore di energia:

scaglia protoni altamente energetici contro un bersaglio di piombo. Il turbinio di neutroni così prodotto è poi diretto verso un nucleo di torio (Th-232). Sotto la pioggia di neutroni, il torio-232 si trasforma in uranio-233, il combustibile nucleare vero e proprio, che si disintegra liberando energia. A differenza del combustibile tradizionale uranio-235, la disintegrazione dell'uranio-233 produce solo quantità infinitamente piccole delle sostanze di scarto nettunio e plutonio.

Però il punto è che questa tecnologia è in via sperimentale e occorrerebbero maggiori studi. Il messaggio del prof. Rubbia però è chiaro: accanto a tutte le scelte che il Governo vorrà effettuare chiede che sia presa in considerazione l'ipotesi di dirottare alcune risorse proprio alla sua ricerca e alla sua sperimentazione. Ma evidentemente, il messaggio inviato da Taormina è finito nelle mani sbagliate.

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