Trasporto su gomma: ma quanto inquina?

Trasporto su gomma

Grazie alla segnalazione di un lettore grouchomarx ho scoperto questo servizio ecopassenger che consente ad ogni viaggiatore di calcolare quanto costa il suo viaggio in termini di emissione di CO2,di altri agenti inquinanti e di energia necessaria.

Il sistema prende in considerazione tre vettori: il treno, l'aereo e l'automobile. Ovviamente per ogni tratta indicata viene fuori che viaggiare in treno è molto più conveniente in termini di impatto ambientale. E fin qui ci sta.

Ma in Europa a muoversi molto non sono solo le persone, sono sopratutto i beni: le movimentazioni di merci, per la maggior parte del volume,vengono effettuate su gomma.

E del treno nessuno ne vuole sentir parlare:Riporta il Regolamento N. 1692/2006 del parlamento Europeo e del Consiglio:

In assenza di un’azione risoluta, il trasporto di merci complessivo su strada in Europa dovrebbe crescere di oltre il 60 % entro il 2013. L’effetto sarebbe un aumento previsto del trasporto internazionale di merci su strada durante il periodo 2007-2013 di 20,5 miliardi di tonnellate/km l’anno per i venticinque Stati membri dell’Unione europea, con conseguenze negative in termini di ulteriori costi per infrastrutture stradali, incidenti, congestione del traffico, inquinamento locale e globale, affidabilità della catena di approvvigionamento, delle attività logistiche e per danni ambientali.

Leggo dal blog di Giorgio dell'Arti:

L'86% delle nostre merci viene trasportato su gomma. Questo servizio è assicurato da sei milioni e mezzo di veicoli e, di questi, 3,3 milioni superano la tonnellata e mezzo. In ogni istante ci sono in giro due milioni e duecentomila Tir, o camion, che portano qualcosa da qualche parte. Badi, è un segno di ricchezza, e il giorno in cui questi numeri dovessero diminuire significativamente vorrebbe dire che siamo in crisi sul serio. Le ditte che garantiscono il servizio sono 90 mila e realizzano il 18% del nostro Pil, una percentuale cioè molto importante (si tratta di quasi 300 miliardi di euro). D'altra parte, anche aderendo alla sua idea paradossale, e cioè che da domani mattina si fermino i mezzi pesanti, come faremmo col traffico che viene dall'estero? Il 30% di quei due milioni e passa di camion in circolazione è carico di merci importate.

L'Europa per alleggerire l'impatto del trasporto merci su strade e sopratutto per abbattere le emissioni, qualche anno fa aveva presentato il progetto Marco Polo che grazie ad un fondo di 450 milioni di euro, voleva attivare le cosidette "autostrade del mare", che però non si è capito in cosa si sia risolto e in quali rivoli siano finiti i finanziamenti.

Per controllare invece che i camionisti fossero diligenti nell'uso del mezzo dal al 1 maggio 2006 sui Tir è stato reso obbligatorio il tachigrafo digitale, scrive Cipespiemonte:

tutti i veicoli nuovi superiori alle 3,5 tonnellate immatricolati in Europa devono essere dotati di un tachigrafo digitale elettronico che serve a registrare i tempi di guida e riposo dei conducenti, la velocità del veicolo. Gli obiettivi : sicurezza e economia energetica.

Purtroppo questo strumento però è obbligatorio per i dipendenti e non per i padroncini che rappresentano una larga fetta del trasporto su gomma a volte scarsamente controllabile.

Infine, il nostro Ministro per le Politiche Comunitarie, Andrea Ronchi, qualche giorno fa è andato a Bruxelles alla Comunità europea a piangere miseria.

Come vi riportava ecoblog:

Questi i punti salienti di quanto chiede l’Italia: esclusione delle piccole imprese dalle quote di CO2; estensione dei permessi gratuiti per quelle più grandi; sconti sulla produzione di energia elettrica con premi per chi ha già investito in tecnologia; politica più permissiva in tema di emissioni nei confronti dell’industria automobilistica italiana in vista delle previste nuove direttive europee nel settore trasporto.

In poche parole, secondo l'attuale Governo, se viene dato un taglio a quello che è l'attuale sistema dei trasporti su gomma, l'economia italiana rischia il collasso. Ma la richiesta di Ronchi si scontra oltre che con le direttetive europee in materia e il recepimento del Protocollo di Kyoto anche con il libro Bianco dei trasporti, una sorta di desiderata di quello che sarebbe dovuta essere la logistica del futuro aveva tracciato le linee della modalità, cioè dell'interscambio di mezzi, per ottenere un trasporto merci e passeggeri in una Europa efficiente. Voi l'avete vista da qualche parte?

Foto | Flickr

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