Mascherina anti-emissioni per le pecore australiane

PecoraQualche tempo fa venne trattato su Ecoblog un argomento sulle emissioni delle vacche tedesche che scatenò non poche polemiche fra i lettori del sito. Questa volta sono le pecore australiane a finire sotto l'occhio del ciclone. Gli scienziati australiani della Sheep Industry Innovation si sono infatti impegnati a individuare e selezionare geneticamente le varietà di ovini che producono meno metano, con esperimenti fatti con delle mascherine. Il metano è un gas 23 volte più potente rispetto all'anidride carbonica per quel che riguarda gli effetti sul cambio climatico.

Vediamo in dettaglio di cosa si tratta. Si calcola che ogni pecora produca 20 litri di metano al giorno e dato il numero elevato di questi animali d'allevamento in Australia (circa 90 milioni di capi) ci sono pressioni affinché le loro emissioni vengano ridotte. La sperimentazione consisterà nell'applicare una mascherina collegata ad un palloncino a migliaia di pecore, per circa un minuto alla volta. Questa prassi permetterà di misurare il fiato e raccogliere dati su questo parametro di emissione.

In questo modo i ricercatori determineranno quali varietà di pecore sono predisposte geneticamente a emettere meno metano, producendo ugualmente lana di qualità, e quale dieta possa ridurre le emissioni. La maschera copre le narici e la bocca, l'aria espirata è catturata in una vescica. Sembrerebbe che, dalle spiegazioni degli esperti, gli animali non soffrano affatto con questa tecnica.

In altre ricerche le pecore indossavano delle brache sigillate per raccogliere la flatulenza, ma a quanto pare queste rappresentano solo il 2% delle emissioni di metano degli animali. Il consulente del governo in materia di clima, l'economista Ross Garnaut, nel rapporto presentato dieci giorni fa su come l'Australia dovrebbe affrontare la crisi climatica, sostiene che una maniera di ridurre le emissioni è ridurre il consumo di carne bovina ed ovina mangiando più carne di canguro che, non essendo un ruminante, non erutta metano.

Un modello incluso nel rapporto indica che la popolazione di bovini e ovini potrebbe esser ridotta drasticamente, e quella di canguri aumentata a 240 milioni. In Australia in tema di lotta al cambio climatico sentiremo parlare pertanto, oltre ai programmi di efficienza energetica o mobilità sostenibile, anche di quelli legati all'aumento della popolazione dei canguri. Che dire, ne abbiamo sentite tante, ma servirsi dell'aumento del numero dei marsupiali per combattere il riscaldamento globale ancora mancava.

Via | Sheepcrc.org.au
Foto | Flickr

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