Sardegna in ginocchio per il nubifragio, ma l'uomo ha le sue responsabilità

Nubifragio SardegnaLo scorso mercoledi in Sardegna si è abbattuto un nubifragio di incredibile potenza lasciando segni profondi sia nella popolazione (con alcuni morti) sia nel territorio dell'isola.

La responsabilità non è da attribuire esclusivamente alle nuvole cariche di pioggia che per diverse ore hanno comunque scaricato una quantità d’acqua immensa, ma in gran parte all’uomo e alle sue modifiche operate sull'ambiente. Cambiamenti climatici? Non si può sapere con certezza se la causa possa essere attribuita a questo fenomeno, fatto sta che se anche fosse, i mezzi di adattamento a questi violenti fenomeni metereologici si sono dimostrati terribilmente inefficaci.

Se oggi molte famiglie vivono in questa drammatica situazione c'è da ricercare la causa nella facilità con cui l'ambiente naturale locale è stato modificato. La mano dell’uomo infatti ha permesso che venissero messe delle colate di cemento persino negli alvei dei fiumi oppure, come nel caso di Monserrato (comune limitrofo a Cagliari), ha deviato il corso naturale dei ruscelli che garantivano una comoda via di fuga alle acque piovane. Un altro fiume, il Rio Matzeu, che scorre a Sestu (un altro paese limitrofo a Cagliari) si è ripreso i propri spazi.

Proprio nel punto in cui questo torrente abbandona il paese, il corso del fiume è stato strozzato dalle infrastrutture stradali. Inoltre, sempre vicino al fiume, hanno creato problemi pure le costruzioni di privati, i quali edificando un muro di recinzione in cemento a ridosso dell’argine hanno permesso che si formasse una strettoia che, dopo le incessanti piogge, non ha fatto altro che aumentare a dismisura la pressione del muro d’acqua in arrivo dalle sorgenti.

Sono bastati pochi minuti perché il fiume si riprendesse i suoi spazi naturali: da una larghezza imposta dal cemento di circa cinque metri, ha esondato fino a corrodere gli argini in terra, sovrastando tutto quello che ha incontrato nel suo cammino e arrivando così a una larghezza di una cinquantina di metri. Altra critica non di poca importanza è il fatto che i centri colpiti sarebbero a valle rispetto ad alcune colline completamente edificate, il cui terreno ha perso completamente la capacità di drenaggio.

Purtroppo mai come in queste situazioni ci si ricorda dell'importanza che l'ambiente ha nella vita delle persone. La speranza è che i poteri politici tengano a mente questi episodi e agiscano affinché ci si possa trovar meglio preparati a fenomeni come questi che, secondo le previsioni, dovrebbero essere sempre più numerosi in futuro.

Via | Regione.sardegna.it
Foto | Flickr

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