Stern: La lotta al cambio climatico come soluzione alla recessione economica mondiale

Nicholas SternA tenere banco in questi giorni è il “Pacchetto Clima” in sede di Comunità Europea.

Gli Stati ratificatori del Protocollo di Kyoto stanno discutendo sulla fattibilità dell’obiettivo del 20-20-20, il quale è considerato da alcuni (fra cui il governo italiano) fin troppo ambizioso.

Da Hong Kong, nel corso di un importante convegno, è Nicholas Stern, ex economista del tesoro britannico (che nel 2006 ha scritto una relazione esaustiva apprezzata in tutto il mondo sui benefici economici che apporterebbe la lotta al riscaldamento globale) ad esprimere la propria opinione in materia.

Il punto centrale del suo pensiero riguarda il rischio che potrebbe provocare l’inerzia verso la lotta ai cambiamenti climatici. L’economista afferma che, se la questione dovesse essere trascurata, si avrebbero delle conseguenze di gran lunga superiori ai disordini provocati della crisi finanziaria mondiale.

Ignorare le conseguenze dei cambiamenti climatici sarebbe molto più grave che non considerare quelle dei rischi nel sistema finanziario. Un aumento sulle emissioni a livello mondiale per colpa del riscaldamento globale potrebbe causare “un dolore economico” pari a quello provocato dalla "Grande depressione del 1929" negli Stati Uniti.

In sostanza il pensiero di Stern potrebbe essere riassunto sul fatto che non agire equivarrebbe senza dubbio ad una condizione economica futura di gran lunga peggiore. La lezione che si può trarre da questa recessione mondiale, continua Stern, è che si può comunque aumentare la domanda nel mercato mondiale operando in modo più sostenibile, concentrandosi quindi sulla crescita economica a basse emissioni di CO2 nel futuro, operando una maggiore spesa pubblica per i trasporti più puliti, energie alternative e tecnologie verdi.

Nel corso del convegno Stern ha esortato i paesi a non utilizzare la recessione economica mondiale come pretesto per ridimensionare gli obiettivi di Kyoto, motivo per cui è stato particolarmente critico nei confronti di Silvio Berlusconi e dell’Italia sulla questione della lotta ai cambiamenti climatici. Già qualche tempo fa su Ecoblog si trattò a proposito del fatto che l’investire sulle tecnologie pulite potrebbe essere un modo per dare un calcio alla crisi economica.

La strada indicata dall’economista inglese è probabilmente complessa e va in controtendenza con quanto ultimamente il governo sta affermando in sede di Comunità Europea. Si riuscirà anche qui da noi a dare un impulso affinché ci sia un forte cambio di mentalità?

Via | Enn.com

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