Il Financial Times, l'IEA e il picco del petrolio

Grafico del picco del petrolioChe fra le tante dialettiche esistenti su consumi ed energia tenesse banco anche quella fra apocalittici fautori del picco del petrolio e ottimisti ad oltranza, lo sapevamo; non dimentichiamo che sempre di teorie si tratta, ma essendo legate a grandi interessi economici, non mancano né autorevoli conferme né altrettanto autorevoli smentite.

Quest'oggi è la volta dell'autorevole conferma. Pare infatti che il Financial Times sia entrato in possesso di una bozza di rapporto dell'International Energy Agency (IEA), secondo cui la capacità estrattiva dai maggiori impianti petroliferi del mondo, ha un tasso di diminuzione annuo del 9,1%.

Secondo il Financial Times questo sarebbe il primo studio autorevole sulle riserve del petrolio a divenire pubblico, visto che su tali questioni, la maggior parte dei paesi coinvolti, come ad esempio l'Arabia Saudita, ha da sempre preferito mantenere il più assoluto riserbo. Si tratta quindi di uno studio che si rivela allarmante, alla luce del fatto che, come anche la testata fa notare, la domanda energetica dell'industria si sta spostando sempre di più da USA, Europa e Giappone verso i paesi emergenti.

Ma quali previsioni fa questo rapporto IEA?

L'IEA è una sorta di cane da guardia del petrolio a livello globale e la novità racchiusa nel suo rapporto è che la domanda di Cina, India e di altri paesi in via di sviluppo, richiederà investimenti per 360 miliardi di dollari ogni anno fino al 2030. Sembra anche che pur con tutti questi investimenti, il tasso di declino annuale si aggirerebbe intorno al 6,4%.

Se l'OPEC rappresenta i paesi produttori di petrolio, l'IEA invece è un'organizzazione che rappresenta i consumatori - USA, Giappone, Sud Corea ed Europa - che hanno una capacità estrattiva nulla o prossima allo zero; adesso, col suo rapporto l'IEA vuole indirizzare questi paesi verso una maggiore efficienza energetica e verso il risparmio.

...Gli attuali trend energetici non sono sostenibili e dovrebbe essere trovato un miglior bilanciamento fra sicurezza energetica, sviluppo economico e protezione dell'ambiente (le tre E - Energy security, Economic development, Environment). L'energia è parte dei problemi dell'ambiente, includendo il cambiamento climatico, e deve essere parte della soluzione. l'IEA per più di dieci anni si è dedicata alla progettazione di approcci orientati al risparmio, per ridurre le emissioni di CO2, andando dalle policy commerciali internazionali all'efficienza energetica e alla promozione di tecnologie pulite.

Insomma, per i peak-oiler più convinti questo rapporto dell'EIA non offre niente di nuovo, ma di certo se il prossimo futuro darà loro ragione, portali e blog di ecologia come il nostro avranno di che lavorare, non trovate?

Via | TreeHugger
Foto | madaboutasia

» Tutto quello che ecoblog ha scritto sul picco del petrolio.

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