Editoria - 500 luoghi del mondo a rischio clima

E' uscita di recente una una nuova guida turistica dell'editore John Wiley & Sons, intitolata "500 Luoghi da vedere prima che scompaiano", che descrive in dettaglio quei posti del pianeta che sono maggiormente a rischio a causa dei cambiamenti climatici degli ultimi anni e che quindi potrebbe essere considerata anche una sorta di guida alla "conservazione" di quei posti.

L'autore, Arthur Frommer, fin ad oggi ha scritto un'impressionante quantità di guide per tutti i posti che ha visitato e nei quali ha mangiato, dall'Europa alle Americhe e alla Cina; recentemente però ha iniziato anche a preoccuparsi delle condizioni in cui versa l'ambiente e il pianeta e, spiegando le ragioni dietro questa sua ultima opera dal titolo alquanto allarmante, ha dichiarato: "La devastazione portata dai cambiamenti climatici e dall'interferenza diretta dell'uomo è cosa nota a tutti. Ma questo libro è un'accurata lista di tutte quelle destinazioni che i turisti eco-consapevoli potrebbero - se si sbrigano - voler visitare per un'ultima volta".

In sintonia con il tono del titolo, nel libro i luoghi sono elencati per argomento, non per paese, quindi ci sono "Mari e fiumi", "Dalle montagne alle praterie", "Città e paesi, "Andar per rovine", "Dove si è fatta la storia", "Gioielli corrosi dell'architettura" e "Cultura usa e getta". Quest'ultima categoria include per esempio quei tipici motel in via di disfacimento sparpagliati per gli Stati Uniti sud occidentali, anche se dubito che anche il più incallito eco-turista brami di visitare queste specie di Bagdad Cafè.

Le meraviglie naturali includono la Collina di Tara in Irlanda e il Mar Morto in Israele (nella foto), la prima in pericolo di scomparire a causa di un progetto di autostrada che dovrebbe passare di lì mentre il secondo è un lago salato che sta per prosciugarsi.

Negli Stati Uniti il Parco Nazionale delle Everglades è a rischio a causa dei progetti di agricoltura e riqualificazione urbanistica, inoltre tanto l'inquinamento quanto i bassi livelli delle acque non aiutano di certo e il numero delle specie di uccelli è calato drasticamente.

Non so se il libro contenga riferimenti a luoghi italiani - se non ci fossero sarebbe un bene o una lacuna? - ma nel caso ci fossero temo che, più che per gli sconvolgimenti del clima, ci sarebbe da prendersela per l'interferenza dell'uomo.

Via | TreeHugger
Foto | Chalky Lives

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