Le lavorazioni minime non sono adatte alle arachidi

Arachidi non sono adatte alle lavorazioni minime. Foto pizzodisevo (sorry, I have no much time)Sono già alcuni decenni che si parla di lavorazioni minime e semina su sodo come pratiche in grado di sostituirsi alle tradizionali tecniche di lavorazione del terreno, ovvero le arature profonde. Motivi di questa "innovazione" risiedono soprattutto in aspetti di carattere economico, ma contribuisce anche a ridurre l'erosione con conseguente attenuazione dei fenomeni franosi ed aumento di fertilità.

Da diverso tempo quindi la ricerca sta producendo dati volti a confermare "in soldoni" il preambolo sin qui fatto. Questo discorso sembra però non valere per le arachidi che non riuscirebbero a trarre beneficio dalle suddette forme di lavorazione del terreno. In realtà i ricercatori hanno scoperto che, in questo caso particolare, risulta di importanza fondamentale il controllo delle malattie, un aspetto rilevante che le lavorazioni minime non riescono a controllare a sufficienza.

Infatti con le nuove modalità di coltivazione è difficile tenere basso il numero di parassiti che proliferano nei residui vegetali rimasti in campo. Tra tutti, il TSWV (Tomato Spotted Wilt Virus) è uno dei più pericolosi ed attacca le piante di arachidi riducendone ovviamente le rese. I risultati del North Carolina State University evidenziano che l'unico mezzo in grado di ridurre gli effetti delle infezioni è il tempo. Troppo poco per far cambiare idea ai coltivatori di noccioline che continueranno, quindi, con le tradizionali arature profonde.

Via | ASA - American Society of Agronomy
Foto | pizzodisevo (sorry, I have no much time)

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